Tra salvaguardia dei beni e ricerca di sviluppo del territorio, un'esposizione presenta proposte recenti studiate per le aree antiche Genova. Archeologia e architettura, tutela e valorizzazione, promozione del patrimonio e sviluppo del territorio: su questi temi, di particolare attualità nel panorama culturale italiano, si propone di aprire una riflessione la mostra in corso fino a domenica nel chiostro triangolare del Museo di Sant'Agostino (fino a venerdì con orario 9-19, sabato e domenica 10-19) che presenta una serie di proposte progettuali, solo in parte realizzate, per le aree antiche e medievali. L'iniziativa è promossa dal dipartimento Polis della Facoltà di architettura dell'Università di Genova. «Il progetto, che ha visto coinvolte diverse Università italiane» spiega il professor Gianluigi Ciotta, ordinario di Storia dell'architettura nell'ateneo genovese «ha l'obiettivo di avviare un confronto su scala nazionale tra diverse modalità di approccio al tema, traendo spunto da un recente accentuarsi dell'interesse nei riguardi delle testimonianze della cultura antica e degli aspetti significativi che vedono tali vestigia collegate al paesaggio contemporaneo, non solo per l'innegabile suggestione che spesso tendono a ricreare, ma anche per le connessioni con le vicende storiche e quindi con il processo delle trasformazioni che stanno alla base della struttura profonda della conformazione attuale del paesaggio stesso». Come porsi, dal punto di vista dell'architettura, nei confronti di un sito archeologico, come coniugare le finalità primarie di tutela del patrimonio con quelle della fruizione da parte del pubblico e con quelle, ancora più ampie, di collegamento con la città contemporanea, spezzando quella separazione che fa spesso delle aree archeologiche delle "cittadelle" estranee al contesto urbano? In quali realtà e in che modo è possibile andare oltre le semplici tettoie o contenitori in cui disporre e proteggere i preziosi ritrovamenti? L'esposizione genovese offre una gamma di risposte, dai progetti di Enrico D. Bona per Luni, che rispondono in primis alla necessità di salvaguardia, a quelli di Luigi Franciosini e Riccardo D'Acquino che affrontano il tema della percorrenza nel complesso archeologico dei mercati di Traiano a Roma. Diversa natura ha il progetto del centro visite e Antiquarium del Foro di Aquileia, dello studio genovese 51, realizzato nelle vicinanse del sito, o il padiglione di accesso agli scavi di Artemision a Siracusa, di Vincenzo Latina. I progetti di Angelo Torricelli per Milano, di Luisa Ferro per Atene e i Campi Flegrei e di Franco Stella per una piazza ipogea e una nuova canonica in piazza Duomo a Vicenza si collocano invece tra le proposte che maggiormente si pongono il problema di risolvere il rapporto fra i siti archeologici e la città. a. pl. 17122008