«Abbiamo rispettato la legge» Tosi: «Le nostre decisioni sono legittime». Polato: «I censori non si sono accorti delle vendite di Zanotto?» La decisione del Tribunale di Verona di respingere il ricorso del "Comitato per l'amata Verona" contro la decisione dell'Amministrazione comunale di alienare palazzo Forti, spostando la Galleria d'Arte moderna ai palazzi Scaligeri, com'era prevedibile è stata accolta con grande soddisfazione a Palazzo Barbieri. Nel pomeriggio di ieri, il sindaco Flavio Tosi e l'assessore al patrimonio, Daniele Polato hanno dato vita ad una conferenza stampa insieme ai legali del Comune e al dirigente dell'ufficio patrimonio, Antonello Lietto. «Per settimane», ha esclamato Polato, che ha ringraziato «per il lavoro svolto», oltre ai presenti anche il funzionario Fabio Ferrarin, «siamo stati etichettati come barbari, mentre gli stessi censori non hanno battuto ciglio quando la precedente amministrazione aveva deciso di vendere palazzo Pompei, anch'esso vincolato da un lascito testamentario. Ciò ricorda l'atteggiamento morbido dei sindacati con il governo Prodi». «Questa sentenza dice che coloro che hanno fatto ricorso non ne avevano titolo, che i vincoli sulla destinazione del palazzo saranno definiti dalla Soprintendenza e che lo spostamento della Galleria è legittima», ha esordito il sindaco Tosi. «Si tratta», ha aggiunto, «di un'ulteriore prova del fatto che abbiamo sempre agito nel pieno rispetto della legge». Per gli amministratori comunale, inoltre, il pronunciamento del giudice Di Girolamo «ribadisce la correttezza dal punto di vista giuridico del nostro operato, sia per quanto riguarda la decisione di alienare un bene pervenuto in proprietà a seguito di successione testamentaria, in quanto il divieto di alienazione non può che essere limitato nel tempo, sia per quanto riguarda la decisione di spostare la Galleria in altra sede». «In merito alla nuova ubicazione della Galleria d'arte moderna», ha aggiunto l'assessore Polato, «la sentenza ricalca la relazione di Giunta che delibera il trasferimento da Palazzo Forti ai Palazzi Scaligeri, dichiarando infatti che la nuova destinazione, più grande e prestigiosa, è in grado di ospitare in maniera più adeguata le mostre di questa importante galleria della città». Il ricavato di queste alienazioni, sottolineano a Palazzo Barbieri, «non serviranno a riempire le buche sulle strade ma ad investire in cultura dal momento che una legge di fine '800, e questo i ricorrenti avrebbero dovuto saperlo, vincola le alienazioni patrimoniali ad un altro investimento patrimoniale e non devono servire a fare cassa. E le risorse saranno usate per ristrutturare il palazzo del Capitanio da 14 anni in stato di abbandono e l'ex Arsenale che il Demanio consegnerà al Comune nei prossimi giorni, dal momento che chi ci ha preceduto non è neppure stato in grado di arrivare al rogito». E.S.