Città della scienza, la luce in fondo al tunnel. La cittadella che a Bagnoli fabbrica e mette in mostra sapere con l'ambizione di dimostrare al dio mercato quanto più scaltra e competitiva sia la scelta del puro studio, ha passato mesi difficili. Ristrettezze che hanno asciugato anche i rubinetti delle retribuzioni dei dipendenti. Il futuro, ora, annuncia una mutazione nell'ente di riferimento e l'arrivo, previa firma al ministero dell'Istruzione nei prossimi giorni, di fondi freschi: dieci milioni dalla Regione, dieci milioni dallo Stato (per progetti che investiranno anche l'altra istituzione culturale insostituibile, l'Istituto italiano per gli studi filosofici). Città della scienza cambia l'ossatura amministrativa con il massiccio ingresso della Regione (al 51) in una nuova società e riparte per la sua avventura: avventura troppo a lungo sostenuta senza il riferimento di una legge nazionale che la affrancasse dal cappio annuale dell'attesa dei finanziamenti da Roma. I fatti. Quindici milioni di euro di fatturato nel 2003 e mezzo milione di visitatori l'anno non bastavano a sostenere l'impresa. Così la Fondazione Idis, l'ente titolare, ha avuto difficoltà a pagare i centocinquanta dipendenti stabili ed i collaboratori a vario titolo che fanno di Città della Scienza una famiglia di circa 800 lavoratori. Il termine «famiglia» è adatto al caso. A Città della Scienza moltissimi dipendenti si sentono parte di un'impresa, nel senso originario e non liberal del termine. Parte di un progetto patrimonio della città, in grado di farne un posto migliore. Più ricco e più competitivo. Atteggiamento premiato perfino da un'apertura di fiducia delle banche. Gli stipendi fino a dicembre sono stati pagati con un prestito di 150.000 euro. E la firma dei prossimi giorni dovrebbe rimettere, definitivamente, la barca in pari. La crisi delle retribuzioni, certo non gradita, a Bagnoli sta passando nello spirito che i sindacati, nei giorni scorsi, hanno comunicato all'assessore regionale alla ricerca Luigi Nicolais. Rosario Stornaiuolo segretario regionale Filcams Cgil lo ribadisce: «Attento ovviamente al problema delle retribuizioni - dice - il sindacato lo è, forse, ancor di più al futuro della realtà di Città della Scienza intesa come grandissima opportunità di sviluppo ed occupazione. E siamo fiduciosi nelle prospettive che le si aprono». Vincenzo Lipardi, braccio destro del presidente dell'Idis Vittorio Silvestrini e direttore generale della Fondazione pensa anche lui che le secche siano ormai quasi superate: «Città della scienza - spiega - ha scontato la mancanza di una legge nazionale di riferimento. Analoghe istituzioni europee come La Villette a Parigi ed il Deutsche Museum hanno corposi finanziamenti annuali. Ma ce la stiamo facendo. Grazie anche ad un corpo di lavoratori fantastico che ha affrontato i problemi a testa alta». Di quanto avrebbe bisogno una realtà che già fattura quindici milioni l'anno? «Quattro-cinque milioni di euro» è la valutazione di Lipardi. E, una volta passato lo scoglio della firma romana all'accordo di programma da venti milioni, una legge di riferimento nazionale è l'impegno dell'assessore Luigi Nicolais. «Ne abbiamo parlato con il sottosegretario Caldoro - spiega - e l'idea è quella di una legge - come si suol dire - bipartisan. E credo sia possibile. Vista anche la china che stanno prendendo gli eventi in questi giorni». Dalla Fondazione alla Spa La società consortile Città della Scienza, al 51 della Regione e per il 49 alla fondazione Idis, è la nuova realtà attraverso la quale palazzo santa Lucia intende fare della cittadella di Bagnoli una realtà che inneschi lo sviluppo del territorio attraverso progetti mirati. Presidente di Città della scienza Spa (senza fini di lucro) è e sarà in futuro il presidente della giunta regionale. Antonio Bassolino, attuale presidente della Campania, è fra i grandi tessitori dell'operazione di rilancio di Città della scienza. Amministratore delegato della società è Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis. Si attende che il ministero dell'Istruzione firmi un accordo di programma proposto dalla Regione che dia il necessario supporto economico.
BAGNOLI: A giorni il via libera all'intesa Regione-governo: finanziamenti per 20 milioni
La Città della Scienza di Bagnoli, un ente di ricerca e cultura, ha passato mesi difficili a causa di ristrettezze finanziarie. Tuttavia, il futuro annuncia una mutazione positiva con l'arrivo di fondi freschi: dieci milioni dalla Regione e dieci milioni dallo Stato. Questi fondi saranno utilizzati per finanziare progetti che investiranno anche nell'Istituto italiano per gli studi filosofici. La Città della Scienza cambia l'ossatura amministrativa con il massiccio ingresso della Regione, al 51%, in una nuova società.
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