Tevere: ora c'è il Piano. Dopo una gestazione durata 5 anni, dopo un lungo iter fatto di lettere, carteggi, sollecitazioni e rinvii, il Comitato istituzionale, formato da 5 ministri e dai presidenti delle giunte regionali interessate, ha adottato ieri il cosiddetto "Psc5" (piano stralcio 5). Una sigla per dire che il piano di assetto idrogeologico si coniugherà ad una migliore vivibilità di Tevere e Aniene sia per le golene che per gli specchi d'acqua. Il piano, annunciato ieri dal ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo, detta le norme tecniche anche per barconi come quelli rimasti incastrati e fatti esplodere sotto i ponti di Roma. Barconi tridimensionali con annesso ristoranti, cucine e magari anche sala fitness. La piena e il miracolo. La grande piena ha fatto il miracolo? A sentire i ministeri interessati - Ambiente, Trasporti, Beni culturali e Agricoltura - l'adozione del piano era già all'ordine del giorno molto prima che il rischio esondazione lo imponesse all'attenzione generale. È fuori discussione, però, che a spingere per non perdere altro tempo sia stato in questi giorni il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. La prima adozione da parte dell'Autorità di Bacino risale al lontano 2003. Da quel momento è iniziato l'iter: il parere di Comuni, Regioni, sovraintendenze. Un lungo cammino fatto di osservazioni, veti, e controdeduzioni. Fino a ieri, appunto. Il vertice. Nel vertice, che si è tenuto nel pomeriggio al ministero dell'Ambiente, è stato deciso anche il nome del nuovo segretario generale dell'Autorità di Bacino del Tevere, una poltrona vacante da qualche mese. La occuperà l'ingegner Giorgio Cesari considerato uno dei massimi esperti in materia. Per l'Arno è stato nominato all'unanimità il segretario generale Gaia Checcucci. «Gli eventi alluvionali sempre più frequenti e devastanti, insieme alla necessità di assicurare una corretta gestione della risorsa idrica - ha detto il ministro dell'Ambiente, Prestigiacomo - hanno contribuito a riportare al centro del dibattito il ruolo e le funzioni delle Autorità di Bacino, a prevenzione e gestione ordinaria del rischio idrogeologico, fuori dalla situazione emergenziale». La firma mancante. Ma tanta fretta conferma quello che già si sapeva: le regole c'erano. Un gruppo di lavoro negli anni scorsi aveva elaborato punto per punto le nonne tecniche «per razionalizzare l'uso delle sponde e lo specchio d'acqua», le dimensioni dei barconi, i punti del fiume in cui non ci si poteva ancorare. Il piano, che conteneva le nonne tecniche per il tratto che va da Castel Giubileo alla foce, dunque, era pronto. Era stato scritto a più mani. Sovrintendenze, Capitaneria di Porto, Protezione civile avevano dato il via libera. L'ex segretario generale dell'Autorità di Bacino Roberto Grappelli, il responsabile della Protezione civile Guido Bertolaso e Chicco De Bernardis si erano incontrati più volte. «Óltre ai barconi - spiega Grappelli, oggi presidente di Met.Ro - ci preoccupava il reticolato idraulico minore.ovvero la rete dei canali e degli affluenti, l'Aniene soprattutto. «Il Piano offre una visione unica e norme certe», spiega ancora l'ingegner Grappelli. Peccato, però, che era fermo da un anno. L'ex amministrazione guidata dal sindaco Veltroni aveva preso tempo. Restava inoltre da definire lo strumento giuridico più idoneo per adottarlo. Le "interferenze". Per evitare uno stop così lungo si era anche proposto di spezzarlo. Una parte "politica" e un'altra contenente le nonne tecniche. Ma il tentativo di dividerlo in due, tenendo contro delle "interferenze", non bastò per sbloccarlo. Fitzcarraldo. Le nuove norme diventeranno legge nelle prossime ore. Contengono anche le prescrizioni sui fossi e sui canali abbandonati. Stabiliscono che i barconi sul Tevere dovranno sottoporsi d'ora in poi a controlli periodici e a continue verifiche. Quelli che hanno rotto gli ormeggi abbattendosi contro Ponte San Angelo più che barconi erano isole galleggianti. Piccoli "Titanic", imbarcazioni completamente fuori scala, frutto di anni di deregulation. Galleggiavano sul Tevere come il gigantesco barcone di Fitzcarraldo che per raggiungere il mare spianò una collina in uno dei film più memorabili e assurdi del regista tedesco Herzog.