«La Campania e i suoi musei pagano un prezzo alto per lo scandalo rifiuti che ha portato in giro per il mondo un'immagine pessima della regione». Duro l'atto di accusa di Mario Resca, il supermanager prossimo direttore dei musei nazionali nominato dal ministri per i beni culturali Sandro Bondi. «Sono stato all'Archeologico di Napoli. Ho trovato una situazione incredibile: un grande museo ma senza bar, solo un chiosco all'aperto, bagni indecenti...». Poi l'affondo su Pompei: «II turista è mercé di scambio, ci sono strani traffici. La situazione è grave». MARIO RESCA fa la sua prima uscita pubblica in occasione del convegno su «Paesturo, Velia e il distretto archeologico campano». E tra Napoli e Paestum già scopre i guasti dei musei. «Il ministro Bondi sostiene che la Campania ha sofferto per l'emergenza rifiuti, che ha portato in giro per il mondo un'immagine pessima. Pagano tutti, anche i musei», dice il supermanager, prossimo direttore dei musei nazionali e attualmente consigliere del ministro. Ha verificato sul campo quel che dice il ministro? Resca «Sono stato all'Archeologico di Napoli e la situazione è incredibile. Un museo di valore straordinario, soffre per l'assenza di un bar, di bagni decenti, al limite del praticabile. Trovare qualcosa da mangiare è un'impresa, ho preso il caffè in un chioschetto sotto la pioggia». Campania è anche Paestum e Pompei. Resca «So che Berlusconi a breve sarà a Pompei e con Bondi dobbiamo immediatamente lavorare sul quel sito. Ne ho parlato con il prefetto Profili. Ma se c'è la necessità di un commissario straordinario, allora la situazione è grave. A Pompei so che il turista è mercé di scambio, che ci sono traffici che avvengono attorno agli scavi. Insomma dobbiamo intervenire per far diventare risorsa quei patrimonio». La sua visione da imprenditore non piace a tutti... Resca «Lo so. Hanno raccolto settemila firme contro di me. Non è un male: vuol dire che c'è sensibilità peri temi della cultura. Ne raccogliessero anche 10-20mila». Ha un modello in mente? Resca «Sono ancora consigliere del ministro, ma a lui qualche idea l'ho suggerita. Parto dai numeri. Settis critica la scelta coraggiosa di Bondi: mettere un uomo del marketing nei musei. Ma a Settis rispondo che il nostro primo museo, gli Uffizi, ha un milione e mezzo di visitatori, mentre i Musei Vaticani arrivano a 4 milioni e il Louvre a 8,5. E hanno i conti in ordine, ci guadagnano». Anche il giro di prestiti delle nostre opere all'estero viene criticato. Resca «Credo che le opere d'arte siano le ambasciatrici del nostro Paese, è un bene che circolino. All'estero i beni culturali sono richiesti in cambio di danaro sonante, insomma c'è qualcuno che li fa fruttare. Eppoi il Louvre sta creando musei in franchising, con il proprio marchio, in giro per il mondo; e possiede neanche un terzo delle opere degli Uffizi». La colpa? Resca «Personale demotivato, poca manutenzione, disinteresse per i visitatori. Ma non è la burocrazia il nemico, sono le leggi: troppe e inapplicabili. Ma i signori che mi criticano li frequentano i musei? I soprintendenti dove sono quando si fa scempio dei beni?». E Paestum? Resca «Splendida, l'ho visitata con il soprintendente locale Nava e quello regionale Baldi e ne sono rimasto impressionato. Ma basta spostarsi di qualche passo, in spiaggia, e si scoprono costruzioni abusive. Itinerari, cartelli segnaletici, ristoranti, cordialità fanno pubblicità a musei e aree archeologiche. Se tratti male un turista, quello lo dice a venti persone; se lo tratti bene solo a quattro suoi amici. Cominciamo da questo».