La via di fuga di via Duomo é sfociata nello scontro istituzionale tra Comune e Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali. Dopo la bocciatura del progetto redatto dai tecnici della protezione civile regionale ieri il sindaco Marco Zambuto ha emesso una dura nota. «Non è possibile - afferma il primo cittadino - che ci siano enti pubblici che si trincerano dietro sterili divieti per impedire che vengano realizzate opere di grande utilità per la cittadinanza. Dobbiamo capire tutti insieme responsabilmente che siamo chiamati ad offrire, ciascuno per la parte di propria competenza, un contributo costruttivo per questa nostra Città» «Il rifiuto é stato motivato - aggiunge Zambuto - con la mancata ricostruzione storica di un passaggio pedonale esistente da prima e anche con argomentazioni di carattere geotecnico, in ordine alle quali non esiste alcuna competenza da parte della Soprintendenza (a tal proposito, peraltro, invece il Genio civile non ha avuto nulla da ridire). Non fa certamente piacere sapere che ormai da due anni esiste un'ordinanza della Protezione civile nazionale che ha destinato un milione e 700mila euro per la realizzazione della via di fuga sfruttando un tracciato già esistente e senza utilizzo invasivo di calcestruzzo ma soltanto con la collocazione di gabbioni in pietra. Comunque noi siamo disposti a trovare anche altre soluzioni purchè si realizzi quest'importante opera». «Non vogliamo proprio - dice ancora Zambuto - che si ripeta, per esempio, quello che è stato fatto con il progetto della rete fognaria di Cannatello-Fiume Naro, dove non si è andati avanti a seguito del parere negativo della Soprintendenza ad effettuare il collegamento con la centralina di Viale delle Dune, attraverso una conduttura interrata priva di impatto ambientale. Per non citare quello che è successo per l'altrettanto grave divieto nella sistemazione della strada di Maddalusa che costituisce un'importante via di fuga per San Leone». «Dobbiamo allora mettere un cancello in via Duomo, mummificare l'intera zona ed abbandonare ogni progetto di riqualificazione del centro storico? Oppure - conclude il Sindaco - la disponibilità è solo per il rigassificatore?». «Non realizzare la via di fuga pedonale finanziata dall'on.Cimino come assessore regionale alla Protezione civile - aggiunge il capogruppo al Comune Davide Lo Presti - é un grosso danno per Agrigento. E' l'ennesima dimostrazione di come sia difficile operare in questa città e di come sia facile perdere i finanziamenti». Da parte sua il Soprintendente Gabriella Costantino, riservandosi di rilasciare lunedì un comunicato ampio, dettagliato e chiarificatore, si dice «esterrefatta e incredula dalle dichiarazioni del sindaco che sono parziali e strumentali e che purtroppo lasciano intendere che non si é documentato bene. La Soprintendenza non ha partecipato alla conferenza di servizi ma ha espresso un parere in cui si fa presente che potrà essere presa in considerazione una proposta progettuale di ingegneria naturalistica che, tenendo conto dei percorsi storicizzati, contenga una soluzione compatibile con l'esigenza della salvaguardia ambientale e della riqualificazione del sito. Purtroppo ad oggi non é mai pervenuto un progetto esecutivo corredato dagli elaborati necessari per potersi esprimere scientificamente (compresa una ricerca storico-documentaria supportata da carte).