Gerardo Mazziotti IL crollo dell'11 luglio scorso di via Portacarrese a Montecalvario ha riportato all'attenzione dell'opinione pubblica la questione dei Quartieri Spagnoli. A quelli che, come me, si occupano delle vicende urbanistiche di questa "grande, generosa e travagliata città" questo accadimento ha fatto venire in mente il piano regolatore generale del 1939 e quello del 1972. Dai grandi urbanisti e architetti di fama internazionale che li hanno redatti (Marcello Canino, Luigi Piccinato, Luigi Tocchetti, Roberto Pane, Luigi Cosenza, Alberto Servidio e altri) veniva proposta una nuova arteria del tutto simile al viale Augusto di Fuorigrotta, due corsie a senso unico separate da una grande aiola alberata, da realizzare attraverso la demolizione delle due file di edifici a ridosso della palazzata su via Roma, da piazza Carità fino a via Chiaja. E, nel contempo, prevedeva il restauro conservativo e il consolidamento statico di tutti gli edifici compresi nei così detti "Quartieri Spagnoli". E se almeno questa parte della proposta fosse stata rigorosamente attuata non si sarebbe verificato il crollo e non ci sarebbe stato, per decenni, l'osceno "intubamento" dei ponteggi Innocenti degli edifici lesionati dal terremoto del 23 novembre '80. Da oltre sessant'anni è ancora viva la discussione sulla " vivibilità" di questa importantissima area della città. Perciò il 10 ottobre scorso ho inviato questa lettera al sindaco Iervolino e agli assessori Nicola Oddati e Felice Laudadio. Ecco il testo: «Dopo decenni di accese polemiche sugli interventi ammissibili nei centri storici, sembra prevalere la tesi di quanti sostengono che "i Quartieri Spagnoli vanno salvaguardati nella loro interezza con risanamenti necessari a renderli sicuri e non deve passare l'idea di una loro assurda modernizzazione". (Gerardo Marotta, Raffaele Raimondi, Ermanno Rea). Una tesi non condivisa da altri prestigiosi intellettuali, come quelli del "Regno del Possibile" (Enzo Giustino, Guido D'Angelo, Uberto Siola). I quali, profittando del crollo di Portacarrese, intendono riproporlo. Aiutati da una certa stampa e anche dall'ex deputato del Pci Andrea Geremicca. Il quale ha dichiarato: "Negli anni quaranta Luigi Cosenza elaborò un piano regolatore che prevedeva lo sventramento dei Quartieri Spagnoli con l'apertura di una parallela a via Roma () senza perdere la natura interclassista di questa realtà urbana bisogna ora creare spazi e aree verdi... non possiamo conservare quello che c'è e allo stesso tempo non lasciare i segni della nostra modernitàil mio sogno è vedere nei Quartieri Spagnoli strutture con cristalli, legno e antico tufo". Non so quale delle due tesi sia quella giusta. So però che, dopo decenni di inutili, stucchevoli, inconcludenti dibattiti, non ha senso continuare in una discussione tra "napoletani". Dato che i Quartieri Spagnoli fanno parte del patrimonio Unesco dell'umanità sarebbe doveroso (e anche utile) interrogare sul loro destino gli studiosi di tutto il mondo attraverso un concorso internazionale di idee. Come farebbe qualunque città seria. Sarebbe, tra l'altro, un Grande Evento, anticipatore, per molti versi, del Forum Universale delle Culture del 2013. Ringrazio della cortese attenzione e porgo i miei cordiali saluti». Superfluo dire che questa lettera è rimasta senza risposta (che brutta abitudine). Chissà che, pubblicata su questo giornale, non catturi l'attenzione del sindaco e degli assessori. E, auspicabilmente, del mondo culturale e politico di questa grande, generosa e "disattenta" città
CAMPANIA NAPOLI: Quartieri Spagnoli il Comune non parla
Il crollo di Portacarrese a Montecalvario ha riportato l'attenzione sull'area dei Quartieri Spagnoli. Il piano regolatore del 1939 e quello del 1972 prevedevano la demolizione di due file di edifici e la realizzazione di una nuova arteria, simile al viale Augusto di Fuorigrotta. Oggi, la discussione sulla "vivibilità" di questa area è ancora aperta. Alcuni sostengono che i Quartieri Spagnoli debbano essere salvaguardati nella loro interezza con risanamenti necessari, mentre altri intendono riproporre la modernizzazione. Il sindaco e gli assessori non hanno risposto alla lettera del giornalista Gerardo Mazziotti.
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