Cantieri navali e industrie, tra Spezia e Imperia un quinto dei casi italiani IN LIGURIA si muore d'amianto molto più che in qualsiasi altra regione d'Italia. Lo dicono i dati del rapporto regionale Inail, dal quale risulta che nel 2007 il complesso delle malattie da amianto denunciate in Liguria rappresenta il 22 dell'intero fenomeno a livello nazionale, più di un quinto. Neoplasie da asbesto e asbestosi, malattie mortali, continuano ad emergere a distanza di anni dall'esposizione, si dice che il mesotelioma pleurico possa avere un'incubazione che arriva fino a vent'anni, così nell'anno scorso sono stati denunciati nella nostra regione 124 nuove neoplasie da asbesto e 156 casi di asbestosi, in tutto 276 casi su un complesso di 1301 registrati in tutta Italia. Se da un lato l'inchiesta dei magistrati sulle pensioni all'amianto concesse in base a certificazioni «aggiustate» ha gettato un'ombra di sospetto sull'ampiezza del fenomeno, i numeri dei lavoratori effettivamente colpiti dalla malattie aprono un altro fronte ancora più preoccupante, che l'anno scorso ha spinto l'Inail ligure ad avviare il progetto "Mesotelina". Si tratta di uno screening approfondito su tutti i lavoratori esposti all'amianto, già un migliaio sono stati controllati e intervistati, altri mille verranno contattati ed esaminati nei prossimi mesi. Anche di questo si è parlato ieri mattina al Teatro della Gioventù, dove è stato presentato il rapporto annuale regionale Inail. Dal rapporto si evince inoltre che la Liguria contribuisce con quasi il 13 delle neoplasie da lavoro al complesso di quelle riconosciute in Italia, a fronte di una percentuale di residenti non superiore al 3 dell'intera popolazione italiana. I dati confermano così il rilevante peso delle attività lavorative comportanti il 'rischio amianto' nella regione nel periodo compreso tra gli anni '50 e '80. Per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, a fronte di un'occupazione in lieve crescita, continuano a diminuire pur se in misura contenuta: dai quasi 36.000 del 2002 si è arrivati a 29.560. Quelli mortali, nel 2007, sono stati 14 (30 nel 2006). Il decremento deriva peraltro dalla riduzione del fenomeno fra i lavoratori italiani, perché invece nei lavoratori stranieri nel corso degli ultimi anni il numero degli infortuni è in costante aumento ed è oggi pari al 10 della totalità degli infortuni riconosciuti. «Sono i più deboli quelli più a rischio ha sottolineato ieri mattina nel corso della presentazione del rapporto l'assessore regionale al lavoro Enrico Vesco quelli che non possono dire di no, gli immigrati che se perdono il lavoro rischiano anche di perdere il permesso di soggiorno, o quelli in nero. Elementi pericolosi per aprire la strada a questo fenomeno sono come sempre la frantumazione delle imprese e la catena infinita degli appalti». I settori più a rischio sono sempre le costruzioni, l'unico settore che non registra un decremento. Poi i trasporti e l'industria dei metalli. Quest'anno l'Inail ha eseguito infine una ricerca sulla percezione dei rischi da parte dei lavoratori e i risultati sono stati in parte sorprendenti. «Ciò che emerge spiega il direttore regionale dell'Inail Liguria è il generale scetticismo su una condizione, quella lavorativa, cui il concetto di rischio e di probabilità di incidente è visto come connaturato, è la sensazione diffusa tra i lavoratori che il mercato del lavoro, così come concepito oggi, a dispetto della tecnologia e dell'evoluzione normativa, non possa che tollerare situazioni ad alto potenziale di rischio».
LIGURIA - TERRITORIO: un incubo di amianto
In Liguria, il fenomeno delle malattie da amianto è più diffuso rispetto ad altre regioni d'Italia. Nel 2007, il complesso delle malattie da amianto denunciate in Liguria rappresentava il 22% dell'intero fenomeno a livello nazionale. Neoplasie da asbesto e asbestosi continuano ad emergere, con 124 nuove neoplasie da asbesto e 156 casi di asbestosi denunciati l'anno scorso. L'Inail ha avviato il progetto "Mesotelina" per uno screening approfondito su tutti i lavoratori esposti all'amianto. I dati mostrano che la Liguria contribuisce con quasi il 13% delle neoplasie da lavoro al complesso di quelle riconosciute in Italia.
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