Nell'elenco due abitazioni, marciapiedi e persino un lavatoio L'amministrazione conta di incassare almeno 385mila euro Le buste con le offerte aperte a febbraio Villa Crema non c'è Il gioiello più prezioso, Villa Crema, per ora è stato riposto in un cassetto e chiuso a chiave non si sa per quanto tempo ancora. E così sul mercato sono finiti altri beni, non altrettanto pregiati, diciamo di bigiotteria, ma che per un paio di lotti possono, comunque, attirare l'interesse di potenziali compratori. La missione per il Comune è quella di fare cassa e i tentativi di reperire risorse esplorano le opportunità di liberarsi di beni ritenuti superflui. I numeri. Sono cinque gli asset che il Comune mette in vendita in una procedura di alienazione che ha visto fasi travagliate, dietro-front della giunta e alchimie giuridiche tradotte in delibere per non creare troppi mal di pancia alla maggioranza e per non incorrere in violazioni di legge di cui poi la Corte dei Conti avrebbe potuto interessarsi. Di sicuro c'è la vendita di immobili per una base stimata dall'amministrazione di almeno 385mila euro. Le domande vanno presentate entro le 11 del 31 gennaio in Comune, mentre le buste saranno aperte alle 9 del 5 febbraio. I beni. L'elenco si apre con l'ex casa colonica in via Sant'Antonio. Due piani fuori terra nei pressi dell'ex discarica, l'immobile è in pessime condizioni, senza impianto di riscaldamento e quelli elettrico e idrico non a norma. Infine, parte del solaio di copertura è crollato. Per questo edificio il Comune chiede 150mila euro. C'è poi la casa del custode dell'ex tiro a volo in via del Salsero, davanti la sede della polizia municipale. In origine ci viveva il custode e ampi spazi erano destinati a voliera per i piccioni usati nell'ex tiro a volo. Le condizioni di manutenzione sono precarie per i tre piani con una superficie complessiva di 261 mq. La cifra richiesta è di 200mila euro. Per gli amatori delle cose antiche, da archeologia del tempo che fu, è disponibile il lavatoio di via Nofretti di fronte al civico 139. L'amarcord delle lavandaie sono quattro pilastri in muratura su cui poggia la copertura degradante di 4 metri per 4,5. Sotto ci sono sei palmenti contigui dove venivano lavati i panni. Il costo? 20mila euro. Infine, viene venduta una porzione di marciapiede in via Medici del Vascello per 6mila 300 euro e una trentina di metri quadrati di un terreno disposto sul lato sud del verde pubblico lungo la stessa via. Prezzo di 9mila 360 euro. Villa Crema. L'edificio che avrebbe suscitato i maggiori appetiti e garantito maggiore certezze di entrate è stato tolto dall'elenco dei beni in vendita. La giunta l'aveva inserita nell'elenco delle alienazioni, ma in consiglio comunale fu l'esponente del Pd, Amedeo Bartolini a sollevare un'eccezione che ebbe l'effetto di neutralizzare la delibera. Il problema consisteva nell'illeicità sostanziale della delibera illustrata al consiglio, dato che l'edificio è attualmente di uso pubblico. E che l'atto indicava che gli uffici di ragioneria e finanze sarebbero rimasti operativi fino al rogito notarile con l'acquirente (circa diciotto mesi). Si prevedeva inoltre che tale funzione avrebbe potuto proseguire anche in futuro attraverso un canone di locazione. Obiettivi che non collimavano con la normativa vigente. Di qui la decisione di ritirare il provvedimento per far sparire Villa Crema dalla lista.