Nel 2008 il Parco di Miramare ha perso il dieci per cento dei propri visitatori. Nel 2007 erano entrate dai vari ingressi due milioni e 380 mila persone; nell'identico periodo del 2008 si sono ridotte a due milioni e 128 mila. Analoga flessione ha coinvolto gli ingressi a pagamento al Castello, attestati a quota 250 mila. Lo dicono i dati ufficiali del ministero dei Beni culturali. Secondo la direttrice Rossella Fabiani, rispetto ai cali generalizzati che hanno coinvolto una buona parte delle strutture museali del nostro Paese «Miramare ha tenuto molto bene la propria posizione, specie in un momento in cui tutta l'Italia è investita da una crisi economica generale». In effetti nell'ultimo anno il circuito museale di Caserta ha perso il 23 per cento delle presenze; Pompei più del 12, Ercolano il 13, Ravenna l'l1,5. Al contrario il numero dei visitatori del Colosseo è aumentato quasi del 9 per cento e un risultato ancora più significativo hanno raggiunto le gallerie dell'Accademia di Venezia sfiorando il 13. Confrontando tutti questi dati la posizione di Miramare resta nella media nazionale. Nessuna eccellenza né in verso positivo, né negativo. A questo dato va però affiancata la considerazione che il restauro delle scuderie non ha consentito di organizzare una o più ampie mostre che in passato avevano richiamato a Miramare decine di migliaia di appassionati d'arte antica, storia e fotografia. Basta pensare a Ebla, Sissi, l'Oro dei Daci, Robert Capa e Wilhelm von Gloeden. «Siamo aperti al pubblico tutti i giorni dell'anno, dalle 9 del mattino a sera, compreso il Natale e il Capodanno. Il prezzo d'ingresso al museo è di quattro euro che si riducono a due per i minori di 18 anni e gli ultrasessantacinquenni, cittadini dell'Unione europea. Se quanto incassiamo rimanesse nella disponibilità finanziaria del castello, non avremmo problemi per i restauri e le manutenzioni» spiega la direttrice che annuncia entro la prossima estate la riapertura della galleria delle scuderie «completamente rinnovata». Questa riapertura, congiunta all'organizzazione di qualche evento espositivo di richiamo, dovrebbe bloccare l'emorragia di presenze, consentendo a Miramare di risalire nei quartieri alti della classifica nazionale. «Stiamo studiando alcuni nuovi interventi - spiega la direttrice - ma la loro realizzazione è legata alla disponibilità di reperire risorse economiche in un momento di crisi. Il turismo triestino sta andando bene, nuovi visitatori giungono in città dall'Est, specie dall'Ungheria, il nostro richiamo è forte, perché dovremmo essere pessimisti?»