Rivoluzione nei percorsi, e negli spazi, alla Biennale di Venezia in vista della 53ma Esposizione Internazionale dArte del prossimo giugno. AllArsenale, il Padiglione Italiano alle Tese delle Vergini (destinato alle mostre organizzate direttamente dal ministero per i Beni e le Attività culturali) sarà ingrandito, inglobando un secondo edificio, passando così da 800 a 1.800 metri quadrati di superficie, e si affaccerà sulladiacente Giardino delle Vergini, che diventerà luogo di sosta o, se i curatori Beatrice Buscaroli e Luca Beatrice lo riterranno opportuno, luogo espositivo allaperto. Del resto, la prova generale per luso del giardino è già avvenuta con lallestimento-festa curato da Aaron Betsky in occasione della Biennale darchitettura la scorsa estate. Il Padiglione, che non si chiamerà più italiano, ma - al pari di quelli delle altre nazioni - Italia, e il relativo giardino saranno poi collegati, attraverso un nuovo ponte fisso, in legno o ferro e in «tradizione veneziana» (concordato con la Soprintendenza) alla salizada stretta del Sestiere di Castello. Ciò consentirà una rivoluzione dei flussi allArsenale, perché questo ponte creerà un secondo ingresso oppure luscita per chi è entrato da Fondamenta della Tana. Ciò eviterà al visitatore di tornare indietro lungo le corderie e di raggiungere rapidamente laltro polo espositivo della Biennale, ovvero i Giardini. La modifica del nome comporterà il cambiamento di denominazione anche dello storico Padiglione Italia ai Giardini, che diventerà Palazzo delle Esposizioni della Biennale. Saranno così sottolineate la sua riqualificazione e la sua nuova natura multiforme, che vedrà operare questa struttura tutto lanno al servizio delle grandi mostre ma anche del pubblico, con aree destinate a bookstore, allattività educational e allAsac, larchivio storico della Biennale, con la sua biblioteca aperta agli studenti e agli studiosi. Una struttura polifunzionale, che dovrebbe essere destinata a fulcro di attività permanenti e a punto di riferimento per gli altri padiglioni ai Giardini. «Con questo progetto - ha dichiarato il presidente, Paolo Baratta - la Biennale dà un importante segnale di apertura verso la città, proseguendo nellimpulso allopera di riqualificazione dellArsenale e dei Giardini iniziata nel 99. Con la costruzione del ponte si offre inoltre una circolarità per la visita». E ha aggiunto: «Il rinnovato Palazzo delle Esposizioni ai Giardini sarà invece sempre più una struttura permanente, con linsediamento dellarchivio per le arti contemporanee, che conserva il materiale storico delle Biennali».