Mentre a Firenze continua la caccia alla leonardesca Battaglia di Anghiari, a Milano è stata ritrovata unignota tela, purtroppo fatta a pezzi, di Fra Stefano da Carpi. «Non è un grandissimo pittore - puntualizza la sovrintendente ai Beni artistici e storici di Brera, Sandrina Bandera-, ma questo cappuccino romagnolo della seconda metà del Settecento ha lavorato tantissimo tra Reggio e Modena, dipinto numerose Natività, semplici e dolci. Come quella scoperta con il restauro del "San Gerolamo traduce le Sacre scritture" e della "Natività con San Gerolamo" del Legnanino, artista milanese barocco che si distingue per squisitezza e delicatezza del gusto». La grande tela era stata tagliata e ricucita, per darle la forma di una doppia larga cornice, dai maestri incaricati nel 1840 di «ingrandire» i due capolavori dipinti allinizio del diciottesimo secolo da Stefano Maria Legnani, detto appunto il Legnanino, per la chiesa dei santissimi Cosma e Damiano che sorgeva là dove oggi cè il Teatro Filodrammatici. Soppressa listituzione, le enormi opere furono acquistate dallAccademia di Brera e in seguito affidate alla chiesa di San Marco dove si trovano da almeno un paio di secoli. Ma a questo punto i quadri «andavano adattati perché destinati a una cappella. Penso che i restauratori abbiano trovato nella loro bottega quella tela con la Natività e labbiano scelta perché rovinata o ritenuta poco importante», spiega la sovrintendente. Una volta imbastite, le due grosse cornici ottenute smembrando quello che si riteneva un fondo di magazzino, furono applicate intorno ai capolavori del Legnanino che diventarono così più grandi e laggiunta camuffata con pennellate scure, simili allo sfondo originale. E sempre lì, intorno alla «Natività», ripulita lanno scorso, e al «San Gerolamo», che sarà restituito alla città domani sera, sono rimaste finché il restauro non le ha messe a nudo rivelando il segreto. Le foto dei preziosi ritagli di tela dipinta cuciti tra loro a casaccio una volta riordinati combaciavano alla perfezione: era il puzzle di una Natività, settecentesca, alta due metri e larga uno e sessanta, cui mancava solo il volto della Madonna. «E stata una sorpresa incredibile - ricorda Sandrina Bandera - scoprire che quei metri quadrati di tela tagliati e messi intorno al Legnanino appartenevano al medesimo antico dipinto». Unopera che dopo puntigliose indagini «abbiamo attribuito a Fra Stefano». Ci sono santi, frati cappuccini, un paesaggio classico, la dolcezza e la semplicità proprie dellartista romagnolo, che domani sera potranno essere confrontati con una Natività originale acquistata quarantanni fa dallaVeneranda Fabbrica del Duomo e che il parroco di San Marco ha chiesto in prestito per loccasione. Poi la preziosa cornice di tela dipinta che orna e allarga i due capolavori del Legnanino, conclude la sovrintendente di Brera, «verrà coperta con un passe-partout provvisorio e rimovibile, che non mette la parola fine al restauro».