ROMA - Ministro Sandro Bondi, come commenta il calo di visitatori del 2,6 nei musei da gennaio ad agosto 2008? «Se si analizzano i dati, risulta evidente che se si esclude la Campania, che da sola ha avuto un calo nei primi sei mesi del 2oo8 del 15,71 dei visitatori e del 9,11 degli introiti dovuto allemergenza rifiuti, il calo dei visitatori a livello nazionale si limita allo 0,91 e gli introiti risultano in crescita del 4,91. Le poche istituzioni che in questo contesto segnano un andamento in controtendenza con una crescita di pubblico rispetto al generale calo di visitatori, dovuto senzaltro a una congiuntura internazionale difficile, sono quelle che in questi anni sono riuscite a riammodernarsi. Una su tutte, il Museo delle Antichità Egizie di Torino, divenuto Fondazione nel 2004 e rinnovato in parte del suo allestimento grazie al lavoro fatto dal premio Oscar Dante Ferretti, che ha rivoluzionato lo Statuario creando uno spazio gradevole, in grado di valorizzare le straordinarie opere esposte. Chi entra nel museo deve fare unesperienza che sia anche divertente e coinvolgente, uscire arricchito e pieno di curiosità». Pensa che lapertura gratuita, proposta dalla Uil beni culturali, sia una soluzione per superare lattuale crisi? «Credo sia finito il tempo delle notti bianche e della logica panem et circenses. La crisi richiede altre soluzioni: magari una riduzione dei biglietti per i meno abbienti, o facilitazioni per le famiglie numerose, o la gratuità per gli studenti dai 18 ai 26 anni di età, che oggi hanno solo diritto a una riduzione. Altra cosa, infine, sono gli eventi gratuiti, come la mostra del Caravaggio Odescalchi a Milano. Confrontando il primo semestre 2007 con il primo semestre 2008 i visitatori paganti passano da 8.888.000 a 8.966.000. Segno che turisti e cittadini sanno dare valore al patrimonio culturale. Non vedo quindi perché dovrebbe essere lo Stato a disconoscere questo valore. Credo inoltre che aumentare i periodi di gratuità sminuirebbe il significato di quelle manifestazioni, come le Giornate Europee dei Patrimonio realizzate col Fai e la Settimana della Cultura». Come crede di poter invertire il trend negativo? «Quando verrà la ripresa turisti e cittadini torneranno ad affollare i nostri musei, che ricordo non sono i soli a conoscere un simile momento: oggi il direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, ha dichiarato che i Musei Vaticani hanno perso tra il 3 e il 3,5 dei visitatori. Il nostro impegno deve essere quello di non farglieli ritrovare così come li hanno lasciati. Dobbiamo lavorare tutti insieme, in uno sforzo che deve coinvolgere tutte le energie positive del paese, per rilanciare linfrastruttura culturale italiana». Ritiene davvero che larrivo del supermanager possa incidere positivamente? «Gestire il processo di rinnovamento richiede uomini nuovi. Lesperienza, la capacità, la grinta di chi ha sempre dimostrato di risollevare realtà in crisi sono i giusti ingredienti per questa sfida alla quale sono chiamati a cooperare tutte le grandi professionalità del Ministero che il mondo da sempre ci invidia».