TERAMO. Tarallucci e vino cotto, ieri pomeriggio, al Museo etnologico di Villa Pavone per festeggiare i vent'anni dalla fondazione. La struttura è nata grazie alla volontà di un privato, Liberato Coccagna . Prossimo traguardo: trovare una nuova sistemazione all'intera collezione. Sono ben 4500 i pezzi raccolti nel corso degli ultimi vent'anni dal signor Liberato con scrupolosa pazienza e innegabile passione: attrezzi di artigianato, utensili da cucina, materiale scolastico, mobili, grammofoni, dischi d'epoca, oggetti religiosi. Coccagna mostra con orgoglio una vecchia "arca de lu pane", una madia usata per conservare l'alimento, primo oggetto della raccolta. Raccolta che però è stata sistemata alla meglio in una casa privata, stipata in tre stanze su due piani, ricavate dall'abitazione del signor Liberato. Tante le richieste di quest'ultimo per uno spazio più adatto, anche in funzione del fatto che la struttura ha un riconoscimento regionale. Mariarosa Dei Svalvi , portavoce dell'associazione "Sostenitori del museo etnologico", che dal 1994 supporta la struttura, spiega: «A questo punto è necessario fare un lavoro scientifico, inventariando tutti i pezzi e riallestendo il museo in uno spazio appropriato. Allo stato attuale è poco fruibile oltre che pericoloso; volendo, ad esempio, organizzare visite con le scolaresche, non sarebbe possibile». Liberato aggiunge: «Mi hanno dato un anno di tempo per trovare una sistemazione a norma. Altrimenti dovrò vendere tutto. L'ideale sarebbe trovare un'area che permetta di ricreare anche laboratori artigianali».