Sono entrati in campo (o, meglio, in acqua) gli incursori della Marina militare ieri per risolvere il problema dei barconi alla deriva sul Tevere. Passata lemergenza per la piena del fiume, anche se lallerta resta alta almeno sino a domani mattina, il primo pensiero resta quello di riuscire a mettere in sicurezza ciò che resta dei barconi incastrati sotto i ponti. Per questo è stato chiesto lausilio degli incursori della Marina, i «Comsubin», arrivati sabato notte in elicottero dal Varignano (La Spezia), dove si trova il loro quartier generale. Sotto locchio attento della Sovrintendenza ai Beni Culturali, hanno utilizzato anche delle microcariche di esplosivi per continuare a smontare le strutture bloccate sotto Ponte SantAngelo. Un centinaio di persone tra vigili del fuoco, protezione civile, capitaneria di porto, polizia fluviale, carabinieri, guardia di finanza ed incursori, sono stati impegnati tutto il giorno e la notte per liberare il ponte della Mole Adriana da battelli e barconi: per ora sono state tagliate due travi tra due galleggianti. Le operazioni continueranno sino a tutto oggi. Non sono mancati altri imprevisti lungo il fiume, come nel pomeriggio alla diga di Castel Giubileo, che controlla il flusso del Tevere nella zona nord di Roma, dove una cisterna, trascinata dalla piena, è finita contro una paratia esterna e rischiava di comprometterne la funzionalità. Dopo alcune ore di lavoro i vigili del fuoco sono riusciti a rimuoverla, con laiuto di un braccio meccanico. Ma nei prossimi giorni è già evidente quale sarà lemergenza lungo tutto il Tevere: i rifiuti che già cominciano a dare agli alberi unimmagine quasi spettrale, con i rami colmi di sporcizia e buste di plastiche. Già ieri vigili del fuoco e operatori dellAma, lazienda che a Roma si occupa della pulizia della città si sono adoprati perché dal fiume vengano rimossi al più presto pezzi di imbarcazioni, alberi e tutto ciò che di voluminoso potrebbe creare intralcio, soprattutto in prossimità dei ponti, al deflusso dellacqua in caso di unaltra eventuale piena. Intanto con labbassamento del livello, a Ripetta, nel centro storico della città, alle 18 il Tevere era sceso ad 8,61 metri; abitualmente il livello è intorno ai 6 metri e mezzo, anche lo scenario è totalmente cambiato. Se prima era suggestivo, ora sembra inquietante. Sui rami dei tanti alberi riemersi dopo essere rimasti completamente sommersi dalla piena, troneggiano centinaia di bottiglie e buste di plastica, di tutti i colori, come spettrali alberi di Natale. Gli operatori dellAma, con 6 mezzi, ognuno con una capienza di 20 metri cubi, hanno fatto complessivamente venti viaggi nella discarica di Malagrotta proprio per portare i rifiuti più ingombranti prelevati da un «ragno» tra lisola Tiberina e Ponte Cavour. Comunque non è ancora il momento di abbassare la guardia. La Protezione civile regionale, che è ancora a Castel SantAngelo con uomini e mezzi, tra cui tende e una cucina da campo, ha inviato a tutti i comuni del Lazio lavviso di condizioni meteorologiche avverse. Dalla tarda serata di ieri e per le successive 24-36 ore si prevede il persistere di precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio o temporale, di forte intensità e venti di burrasca in particolare sulla fascia costiera.