Fino a ieri ha tradito i fini per cui era nata, ovvero promuovere e finanziare iniziative nel campo della cultura e dello spettacolo. Arcus, la società per azioni nata a febbraio 2004 come joint venture tra ministero dellEconomia, dei Beni culturali e delle infrastrutture, è stata finora sinonimo di clientelismo, risorse distribuite a pioggia, mancanza di strategia. Insomma, un fallimento. Per di più costoso, perché per le casse della Spa per la cultura sono transitati, in quattro anni, 182 milioni, parte dei quali finiti in progetti di dubbia importanza. La Corte dei conti lo va dicendo dal 2005, cioè dalla prima relazione al Parlamento con la quale ha fatto le pulci alla missione e al funzionamento di Arcus. Nellultimo referto, presentato alle Camere nel luglio scorso, le conclusioni dei giudici contabili sono le stesse dei tre anni precedenti: lorganizzazione della società è andata avanti con continue proroghe, che hanno impedito di fissare regole certe sul modo in cui presentare, vagliare e finanziare i progetti. Ne è scaturita una programmazione, scrive la Corte dei conti, caratterizzata «da sempre maggiore discrezionalità, diretta individuazione dei progetti e crescente frammentazione degli stanziamenti». Insomma, nonostante «le altisonanti e contrastanti proclamazioni teoriche», Arcus si è ridotta e essere il forziere per interventi decisi dai ministri di riferimento, che non hanno. talvolta disdegnato di premiare in questo modo il bacino elettorale di appartenenza. I giudici contabili parlano della società come di «un mero organismo di iniziative eterodeterminate», con i ministeri che hanno indicato per filo e per segno, ma senza fornire adeguate motivazioni, le zone di intervento, i destinatari e gli esecutori dei progetti. Uno «scadimento del ruolo dellorgano di governo della società», che ha anche conosciuto un lungo periodo di commissariamento imposto dal precedente ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, con lobiettivo di risollevarne le sorti. Obiettivo che però strideva con il nome scelto per quel compito: Arnaldo Sciarelli, una vita spesa nel settore assicurativo, ma privo di qualsiasi esperienza nel campo dei beni culturali. Quel periodo è ora alle spalle. Almeno teoricamente. A fine novembre è, infatti, arrivato il regolamento sul funzionamento della Spa culturale, che è diventato operativo lo scorso 3 dicembre. Un provvedimento che si aspettava dal 2002 e alla cui mancanza sono in parte imputabili le distorsioni - quando non gli scandali, come è stato sottolineato in più interrogazioni parlamentari - di Arcus. E questo per lassenza delle direttive che spiegassero le competenze della società e le procedure per lassegnazione, dei fondi. Insieme al regolamento è stato anche nominato il nuovo consiglio di amministrazione, che sarà guidato da Salvatore Italia, navigato grand commis, fino a ieri ai vertici del ministero dei Beni culturali. Non basta certo questo per far risorgere Arcus. È comunque un rilevante passo avanti, che si unisce alle intenzioni proclamate di recente dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, di chiudere con i finanziamenti parcellizzati. Sul punto non aveva dubbi anche la commissione insediata da Rutelli prima del commissariamento, che nella relazione finale del settembre 2006 consigliava di «rivolgersi a pochi interventi economicamente significativi piuttosto che in forme "a pioggia"». Ovviamente, il tutto accompagnato da una robusta dose di trasparenza, che fino a ieri è del tutto mancata.
Arcus, rilancio dopo le polemiche
Arcus, la società per azioni per la cultura, è stata criticata per il suo funzionamento e la gestione dei fondi. La Corte dei conti ha rilevato che la società ha distribuito 182 milioni di euro in quattro anni, ma molti progetti sono stati di dubbia importanza. La società è stata accusata di clientelismo e di non avere una strategia chiara. La Corte dei conti ha anche criticato la mancanza di regole per la presentazione e la valutazione dei progetti. Il nuovo regolamento sul funzionamento di Arcus è stato approvato e è entrato in vigore lo scorso 3 dicembre. Il regolamento prevede la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione e la chiusura dei finanziamenti parcellizzati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo