Dimenticato per lunghissimo tempo: imponente relitto recuperato, smontato nei suoi 5 elementi costitutivi, tra cumuli di oggetti che sembravano destinati al macero affastellati nel succorpo della chiesa della SS. Annunziata. Il ciborio, in marmi policromi commessi, viene restituito alla città domani, restaurato e ricomposto, sistemato nell'ambiente che fa da collegamento tra l'Annunziata vanvitelliana e la zona della chiesa che scampò all'incendio del 1757 che distrusse gran parte dell'edificio di culto. Tabernacolo di grandi dimensioni, oltre due metri di altezza, deputato a contenere la pisside con le ostie consacrate, con una elegante decorazione in marmi di cui si riesce ancora a leggere la trama, è stato attribuito da alcuni studiosi al disegno di Cosimo Fanzago che diresse i lavori di realizzazione dell'altare maggiore dal 1638 al 1642; ma alla luce di ulteriori esami non si escludono altre ipotesi. Il ciborio, il cui restauro è stato promosso dall'associazione culturale «Incontri Napoletani», presieduta da Tina Giordano Alario, verrà presentato al pubblico domani alle 11, alla presenza di Nicola Spinosa, soprintendente per il Polo Museale di Napoli che da alcuni mesi ha anche la tutela di tutte le chiese, e di Aldo Pace, direttore generale dell'Istituto Banco di Napoli Fondazione, che ha sostenuto l'iniziativa. Una delle più significative, ricorda Tina Giordano Alario, che l'associazione porta avanti da anni per il recupero del patrimonio artistico cittadino. Ed è anche l'attenzione del privato, «spesso estraneo e indifferente al tentativo di salvaguardia di tanti frammenti della nostra memoria storica» che Nicola Spinosa sollecita di fronte all'«assenza quasi costante o alla presenza occasionale e di facciata delle locali istituzioni civiche». L'intervento di restauro, realizzato da Giovanna Izzo e curato da Ida Maietta, della Soprintendenza, ha interessato anche il portale della Cappella del Tesoro del 1599, realizzato in preziosi marmi mischi dai marmorari Cristoforo Monterosso e Scipione Galluccio, su disegno dell'architetto fiorentino Giovan Antonio Dosio. Nell'occasione sarà presentata la pubblicazione sui 16 anni di attività di Incontri Napoletani, a cura di Patrizia Giordano, «15 anni 1».