Non ha dubbi la senatrice del Pdl, Diana de Feo: se l'immagine di Napoli e della Campania in piena emergenza rifiuti ha avuto un impatto disastroso sull'Italia a livello internazionale, con un calo esponenziale del turismo, è dalla Campania stessa che occorre ripartire per un'inversione di tendenza, dai suoi «tesori semisommersi di ricchezza e bellezza». È, dunque, con l'obiettivo di un rilancio immediato che la de Feo, membro della Commissione Cultura del Senato, organizza in collaborazione con il Centro Studi Paestum 2000 il convegno «Paestum, Velia, il distretto archeologico campano, non più giacimenti sommersi», che si svolgerà domani, alle 17, al Museo Archeologico di Paestum. Vi parteciperanno, tra gli altri, Pio Baldi, Renato Profili, Maria Luisa Nava, Carmine Elefante, Vittorio Sgarbi, Francesca Ghedini, Angela Pontradolfo, Lino Iannuzzi e Mario Resca: alla sua prima apparizione pubblica, quest'ultimo, come direttore di prossima nomina della nuova direzione generale per i Musei e i Parchi Archeologici prevista dalla riorganizzazione del Ministero. Senatrice de Feo, perché ripartire proprio da Paestum? «Perché è inaccettabile che un luogo ricco di un fascino e di una bellezza unici al mondo come questo possa contare soltanto duecentomila visitatori in un anno. Corrisponde a poco più di una mostra di medio successo. Paestum è un tesoro artistico e archeologico straordinario, che abbiamo il dovere di valorizzare, come tanti altri luoghi della Campania». Come e con quali mezzi? «Basti vedere Pompei: con tutto il rispetto per uno scienziato come il soprintendente Guzzo, il commissario straordinario Profili con pochissimi fondi è riuscito a rendere visitabili gli scavi con semplici ma necessari interventi. È una questione di approccio manageriale. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci insegni a gestire il nostro patrimonio culturale per farne occasione di rilancio turistico e imprenditoriale». Qualcuno come il supermanager Mario Resca? «Certo. E trovo molto importante che Resca abbia scelto il nostro convegno per la sua prima apparizione pubblica. È il segno dell'attenzione particolare che sicuramente dedicherà alla Campania». Eppure sulla nomina dell'ex numero uno di McDonald's Italia ci sono state molte polemiche e critiche, non solo in Italia. «È vero, ha trovato una forte opposizione dalla cosiddetta intellighenzia. Ma stupidamente. Perché per valorizzare i nostri tesori abbiamo bisogno di figure manageriali, non di storici dell'arte o di archeologi. Penso a Treviso, una piccola città di 75mila abitanti, che grazie alle mostre organizzate da un imprenditore come Marco Goldin negli ultimi anni ha portato 500mila visitatori».