CRISI. PREOCCUPANTI I PRIMI DATI DI QUEST'ANNO SULLE PRESENZE NELLE GALLERIE PUBBLICHE E PRIVATE ITALIANE La crisi economica si riflette in Italia anche sui musei, con i visitatori in calo del 3,65 nel primo semestre 2008 per i 400 musei statali, mentre sono ancora più preoccupanti le proiezioni sugli ultimi mesi dell'anno (già nel periodo di ferragosto c'è stato un calo del 7,27). Lo ribadisce la Uil Beni Culturali, che annuncia di aver firmato nei giorni scorsi con il ministero un progetto «per il rilancio culturale di tutti i siti italiani» grazie al quale sarà possibile aumentare l'impegno dei lavoratori. E chiede al ministro Bondi di dare un «segnale alle famiglie» rendendo gratuito per tre mesi, da gennaio a marzo, l'ingresso nei musei e nei siti archeologici. Gennaio, febbraio e marzo, ricorda il segretario generale della Uil di settore Gianfranco Cerasoli, sono i mesi in cui il calo dei visitatori è fisiologico e quest'anno, complice la crisi che sta svuotando le tasche degli italiani la situazione potrebbe essere ancora peggiore. L'accordo, precisa il sindacalista, prevede che vengano usati 2-3 milioni del Fua (il fondo unico amministrativo del ministero che serve per finanziare la contrattazione di secondo livello tra amministrazione e sindacati) per realizzare a livello territoriale iniziative di rilancio. Il calo dei visitatori per i musei italiani (-3,65 nel primo semestre 2008) arriva dopo undici anni di crescita pressochè ininterrotta, in cui è aumentato il numero di musei e siti culturali (passati da 333 del 1996 ai 400 del 2007) ma anche quello dei visitatori ( dai circa 25 milioni del '96 ai 34,4 del 2007) nonchè il volume degli introiti (passato dai 52,7 milioni di euro del '96 ai 106 del 2007). Una rete di musei, monumenti e aree archeologiche sparsi in tutto il territorio italiano, fa notare la Uil di settore, che nonostante le crescenti difficoltà finanziarie «non ha paragoni al mondo», con aperture in alcuni casi anche di 11 ore al giorno per 362 giorni l'anno mentre altri Paesi hanno aperture che variano tra le 6 e le 8 ore al giorno. Non solo: in Italia grazie ad un accordo con le parti sociali, tra il 1999 e il 2000 sono state sperimentate le aperture fino a mezzanotte per alcuni dei principali musei, con un incremento di quasi 3 milioni di visitatori. La crisi, che ha toccato anche i musei delle città d'arte e non ha risparmiato nemmeno i super gettonati Musei Vaticani ha fatto diminuire visitatori e introiti un po' dappertutto con record negativi per alcune realtà,di solito quelle dove non ci sono stati eventi o mostre particolari. Pesanti «segni meno» affliggono per esempio il Museo archeologico Nazionale di Napoli (- 18,43 di visitatori e -25,49 di introiti); la Reggia di Caserta con il complesso Vanvitelliano (-23,41 visitatori; -16,73 introiti); il Museo Nazionale di Reggio Calabria (-10,08 visitatori; -16,96 introiti) la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea a Roma (-19,42 visitatori; -21,64 introiti) il museo di Palazzo Ducale di Mantova (-19,21 visitatori; - 8,59 introiti) Il museo del bargello a Firenze (-13,97 visitatori; - 9,63).