Più artigianato fra i prodotti in vendita nei negozi dei musei. È l'obiettivo del progetto promosso nel 2003 dalla Provincia di Roma, la cui realizzazione è stata affidata al Consorzio Ci-vita, che nella capitale già gestisce, sotto il marchio Zètema, i Musei Capitolini. I risultati della ricerca preliminare verranno presentati domani a Roma nel corso di un workshop, che è anche' il punto di partenza della fase sperimentale del progetto. È stato, infatti, selezionato un primo nucleo di artigiani del vetro, legno e dell'oreficeria, che inizieranno a proporre i loro prodotti per i luoghi d'arte. Lo studio realizzato da Civita ha messo in luce che le aziende artigiane dimostrano una scarsa attenzione a mercati diversi da quelli tradizionali: ì'80 degli intervistati non ha mai avuto l'occasione di proporre i propri prodotti nella rete di bookshop dei musei. Eppure il merchandising dei luoghi d'arte ha margini di crescita interessanti, soprattutto dopo che la legge Ronchey che è del '93, ma è diventata operativa nel '97 ha aperto le porte ai privati. I dati riferiti ad alcuni musei romani la capitale è una delle "piazze" più significative segnalano che il valore medio degli acquisti nei musei è di circa dieci euro. La parte del leone la fa la cartotecnica (cartoline, agende, poster, segnalibro, matite), ma vengono apprezzate anche le riproduzioni in vetro, ceramica e bronzo, nonché le lavorazioni in metalli preziosi. Questo significa che il popolo del "bello" è disposto ad acquistare anche nei musei, purché si tratti di prodotti di qualità. «E' un mercato complesso spiega Gianfranco Imperatori, segretario generale di Civita ma che ha grandi potenzialità se si saprà ragionare in termini di innovazione economica e commerciale».