Terzi: "Creiamo la cittadella dello sport". Losito, immobiliarista: "No a due campi" Il trasloco dei cavalli per far sorgere un nuovo quartiere residenziale da un lato, la richiesta delle squadre di calcio di avere un secondo stadio dallaltra: sul futuro dellarea strategica intorno a San Siro e agli ippodromi - oltre un milione di metri quadrati di terreno - si gioca una partita doppia che intreccia interessi pubblici e privati. I due progetti che finora viaggiavano su due binari distinti, ora potrebbero incontrarsi in un unico grande accordo. O, al contrario, ostacolarsi a vicenda se i protagonisti dellaffare non dovessero trovare una mediazione. Il prossimo mese sarà decisivo. "Loperazione Ippodromo", sponsorizzata dallassessore allUrbanistica Carlo Masseroli ma momentaneamente stoppata a Palazzo Marino dalla stessa maggioranza che vuole vederci chiaro, incontra un nuovo freno. La riunione di venerdì scorso fra Comune (gli assessori Masseroli e Terzi), Massimo Moratti e Adriano Galliani in cui si è discusso dellipotesi di un Meazza-bis possibilmente vicino allattuale stadio, potrebbe dare il via a nuove trattative che rallenterebbero ancora la firma dellaccordo di programma da cui dipende il trasferimento dellippica nel Parco Sud e la riqualificazione di tutta larea della Snai (la società che gestisce le corse dei cavalli). Unoperazione immobiliare delicata (e redditizia) che prevede la costruzione di un quartiere residenziale di lusso, servizi commerciali, parcheggi e verde e che ha già sollevato un gran polverone. La questione ruota tutta intorno a un piccola, ma fondamentale, fetta di territorio: lippodromo del trotto. È qui, a due passi dal Meazza, che potrebbe sorgere il nuovo stadio. Entrambe le squadre vorrebbero restare in zona - anche se inizialmente Moratti aveva detto che sarebbe andato in una zona periferica, purché servita dai mezzi pubblici - e il trotto è il solo spazio libero. Non solo. La soluzione risponderebbe anche allidea dellassessore allo Sport Giovanni Terzi di costruire una cittadella dello sport che metta in collegamento tutte le strutture della zona: «Sarei felice se i due stadi fossero allinterno della Città dello sport, unarea molto estesa che terrà insieme il Palasharp, il Vigorelli, il XXV Aprile, il Lido, lo stadio di San Siro e lIppodromo». Nessuno si sbilancia dicendo che il secondo stadio verrà costruito sul trotto, ma basta guardare la mappa per rendersi conto che lì non cè altro posto. Se non sconfinando nel Parco Sud. A frenare la trattativa però potrebbe essere laltro progetto che piace allassessore Masseroli. Lo porta avanti Roberto Losito, consulente immobiliare che ha unopzione di acquisto con la Snai, che ha commissionato uno studio urbanistico in cui il trotto dovrebbe diventare solo uno spazio polifunzionale al servizio dellattuale Meazza. «Non sono al corrente delle richieste delle squadre - spiega Losito - e mi pare un metodo discutibile quello di fare i conti senza loste, che in questo caso è la Snai. Se vogliono fare uno stadio sul trotto sappiano che noi non ci stiamo». Da un lato quindi cè lintenzione di riqualificare lippodromo restituendo, come ha più volte spiegato Masseroli, un pezzo di verde alla città e rimettendo a posto larea intorno allo stadio con parcheggi sotterranei, negozi e verde. Dallaltro la volontà delle due società di calcio di avere due stadi. Il Milan resterebbe a San Siro ristrutturandolo per farlo diventare uno stadio a cinque stelle. LInter invece si sposterebbe, ma dove? Lultima ipotesi sembrava Rho-Pero, dove ci sarà lExpo, ma ora sembra sfumata anche questa. Anche Moratti preferisce il centro.