Verrà realizzato nel nuovo centro parrocchiale che sorgerà al posto dell'ex casa della gioventù Il parroco mons. Mottes: «Un progetto importante fortemente sostenuto dall'ex vescovo Savio» Agordo Proseguono come da programma i lavori per la realizzazione del nuovo Centro Parrocchiale di Agordo, ex Casa della Gioventù: potrebbe essere inaugurato già il prossimo anno, per la felicità delle tante associazioni giovanili e di volontariato che operano nel capoluogo di vallata e non dispongono di una propria sede. Sarà realizzato anche un auditorium, con almeno 150 posti, dotato di moderna attrezzatura e palco per spettacoli teatrali e culturali. Un simile contenitore manca in tutta la Conca Agordina. Oltre 3 milioni di euro investiti anche grazie al contributo di Luxottica e della fondazione Cariverona. «Un impegno notevole - dice il parroco di Agordo mons. Lino Mottes - sostenuto dal compianto vescovo Vincenzo Savio al quale probabilmente sarà intitolata l'intera struttura». Come mai questo legame così forte tra il vescovo Savio e il nuovo Centro Parrocchiale? «Perché quel vescovo era salito ad Agordo e l'avevo reso partecipe del nostro progetto. Siamo stati invitati a non limitarci a una ristrutturazione, piuttosto a un investimento notevole per dare alla popolazione una struttura da presentare con orgoglio. Il vescovo è colui che mi ha convinto a fare dell'ex Casa della Gioventù un nuovo modello architettonico a servizio dei giovani, dei volontari, della forania, di tutto l'Agordino». L'ex Casa della Gioventù è stata realizzata negli anni Cinquanta,vero? «Sì e il mio predecessore ha lavorato molto per tenerale aperta. Per anni è stata messa a disposizione degli studenti dell'Istituto Minerario "Umberto Follador" per il servizio mensa, ma si è resa necessaria anche come prima sede per il ritrovo delle persone diversamente abili poi ospitate al Polifunzionale della Ulss 1, ospedale di Agordo». Il progetto presenta una struttura nuova, architettonicamente molto interessante.«Non è stato facile arrivare a questa soluzione. Almeno 15 anni di lavoro per lo studio e per la stesura delle pratiche anche con la Soprintendenza poiché una parte della struttura è vecchia di 50 anni e quindi non poteva essere demolita. I lavori proseguono senza intoppi da oltre un anno, anche se non mancano le difficoltà. La programmazione prosegue come da previsioni anche grazie al lavoro delle maestranze impegnate».