OLBIA. La prima impressione è quella di una grande nave fresca di cantiere, pronta per il varo. Il nuovo museo archeologico dell'isola Peddone da ieri è una realtà, ma per ammirare le preziose navi romane affondate dai Vandali occorrerà attendere ancora. Prima, dal 18 marzo, sfileranno le berline lussuose di una nota casa automobilistica tedesca. Sempre di gioielli si tratta, ma la cultura è un'altra cosa. Alla cerimonia inaugurale del museo, ieri sera, era presente anche il ministro dell'Interno Beppe Pisanu che, insieme al sindaco Settimo Nizzi, ha visitato gli enormi saloni ancora vuoti della struttura, indubbiamente un piccolo gioiello di architettura progettato dall'equipe dell'architetto Vanni Maciocco. In realtà, di archeologico per il momento nel museo c'è poco o nulla e gli olbiesi possono soltanto sognare. Un piccolo assaggio la celebre testa di Èrcole, ceduta in prestito a Oristano per una mostra e rientrata in Gallura in occasione della cerimonia. Si insinua anche il sospetto di una passerella elettorale, ma davanti agli occhi c'è comunque un dato incontestabile: dopo oltre 15 anni Olbia realizza il sogno di un museo che per la città rappresenta un fiore all'occhiello e che, se correttamente impiegato, potrebbe diventare un punto di riferimento culturale per tutta la Sardegna. Insomma, un museo ancora vuoto, ma comunque un'opera ambiziosa di cui la città e la Gallura attendevano l'apertura. Certo, la struttura deve essere ancora completata e all'appello mancano ancora cinque milioni di euro necessari per la copertura delo spazio espositivo delle navi romane. Dieci miliardi di vecchie lire che si andranno ad aggiungere ai 22 già spesi in olire 15 anni. Quindici arrivati con la legge 64 per il Mezzogiorno, altri sei ottenuti dal Cipe. Più 441 milioni sborsati di tasca dal Comune. n ministro dell'Interno Beppe Pisanu ha apprezzato tanto sforzo economico e ha lanciato un chiaro messaggio alla Regione. «Deve fare'la sua parte, perché finora, i soldi arrivati a Olbia per questa struttura sono finanziamenti statali. Del resto, la cultura è un argine nei processi impetuosi di sviluppo, come quelli che da trent'anni a questa parte stanno travolgendo la Gallura. Col rischio di innescare catastrofi antropologiche, che sarebbero anche facili da controllare se il recupero dell'identità e la valorizzazione della storia e della cultura diventassero un progetto. Si parla tanto di polo universitario: anche attraverso il museo la scommessa potrà risultare vincente». Di cultura, storia e identità ha parlato anche il sindaco Settimo Nizzi: «Questo è il museo di tutti. Di chi, amministratore comunale, è venuto prima di me come il sindaco Gian Piero Scanu che affidò il progetto all'architetto Vanni Maciocco nel 1987, e delle generazioni che seguiranno. Crediamo in questo progetto e nell'opera che abbiamo realizzato. Ritengo che spendere soldi per la crescita culturale della città sia un grande investimento, per cui vai la pena a rinunciare a cento metri di condotte fognarie o a un chilometro di asfalto». Archiviata i fasti della cerimonia inaugurale e spente le luci della ribalta, da oggi il museo archeologico dell'isola Peddone si prepara ad ospitare la presentazione di una lussuosa berlina tedesca, gioiello della tecnologia automobilistica. Un lancio mondiale in grande stile e anche una grande opportunità per promuovere in tutto il mondo la città e l'intera Gallura. Olbia, infatti, sarà al centro dell'attenzione di migliaia di concessionari d'auto. In definitiva, un grande affare, al punto che le preziose navi romane possono aspettare ancora.
Olbia, nuovo museo archeologico: una nave con le stive ripiene di preziosa cultura
Il nuovo museo archeologico dell'isola Peddone a Olbia è stato inaugurato con una cerimonia. Il museo è ancora vuoto, ma rappresenta un fiore all'occhiello per la città e potrebbe diventare un punto di riferimento culturale per tutta la Sardegna. La struttura deve ancora essere completata e mancano cinque milioni di euro per coprire lo spazio espositivo delle navi romane. Il ministro dell'Interno Beppe Pisanu ha apprezzato l'economia sforzata del Comune e ha lanciato un messaggio alla Regione, che deve fare la sua parte.
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