Roccapiemonte. Dissesto idrogeologico, colate di cemento e tanti interrogativi: così Legambiente prende posizione sulla cementificazione dell'area pedemontana a ridosso dell'abitato di Roccapiemonte. In un comunicato stampa diffuso ieri, il circolo di Castel San Giorgio di Legambiente punta l'indice contro una serie di scelte amministrative che creerebbero un serio rischio ambientale per Rocca. Tutto parte dalla colata di fango che invase la centrale piazza Zanardelli durante lo scorso inverno quanto si diede il via alla realizzazione del percorso pedemontano che, dai margini frazione Sant'Eustachio di Mercato San Severino, raggiungeva Materdomini di Nocera Superiore sovrastando dunque l'abitato rocchese. Un bel pò di melma scese giù dalla collina e, si legge nella nota, successivamente si è dato via libera ad una cementificazione selvaggia dell'area che ne ha devastato l'aspetto paesaggistico creando inoltre seri rischi idrogeologici. In effetti, la zona è interessata da tempo da una lottizzazione che è adesso al centro di una campagna di stampa volta a dare un nome e un volto agli autori di quello che viene definito un autentico scempio. A destare allarmi e sospetti è il fatto che quell'area fosse stata individuata anni fa nel nuovo strumento urbanistico redatto dagli architetti Petrignani e Dal Piaz come da inserire nell'ambito del «Parco Diecimare» per esaltarne la vocazione paesaggistica. E qui cominciano gl'interrogativi dei responsabili di Legambiente che puntano anzitutto l'indice contro l'amministrazione di allora rea di aver fatto ricorso al Tar per evitare la perimetrazione di quell'area da parte dell'Autorità di Bacino favorendo così gl'interessi speculativi delle cosiddette «lobby del cemento». Una situazione delicata e complessa sulla quale l'associazione ambientalista ci va giù duro parlando di misteriose compravendite dell'area lottizzata, di un fitta coltre di fumo che avrebbe visto senza seguito un'informativa dei carabinieri circa una serie di presunti interessi convergenti tra enti pubblici e aziende private. Una serie di domande che sembrano prospettare scenari a dir poco inquietanti e a cui solo un'approfondita inchiesta della magistratura potrebbe adesso fornire le adeguate risposte.
CAMPANIA - Roccapiemonte. Dissesto idrogeologico, colate di cemento e tanti interrogativi
In Roccapiemonte, un disastro idrogeologico ha invaso la centrale piazza Zanardelli e ha creato un percorso pedemontano che ha devastato l'aspetto paesaggistico dell'abitato. La zona interessata è stata lottizzata e ora è stata cementificata senza il consenso dell'amministrazione locale. Legambiente ha denunciato che l'amministrazione ha evitato la perimetrazione dell'area da parte dell'Autorità di Bacino per favorire gli interessi delle lobby del cemento. L'associazione ambientalista ha sollevato molte domande sulla situazione, tra cui la presenza di misteriose compravendite dell'area lottizzata e la mancanza di seguito di un'informativa dei carabinieri.
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