Il manager culturale stroncato da infarto a 61 anni Aveva anche guidato il Ducale il Margherita e poi la "Fondazione Colombo" Se nè andato in punta di piedi, sotto un cielo bianco, nella sua casa di Genova, Franco Ragazzi, improvvisamente, colto da infarto. Sovrintendente del teatro dellOpera di Genova, quando ancora il torrione non esisteva e orchestra e coro lavoravano al Margherita, direttore artistico consulente del Ducale negli anni della rinascita del palazzo, presidente della Fondazione Colombo quando divenne istituzione regionale: protagonista della vita culturale della città per almeno ventanni. Aveva sessantuno anni, una vita densa e spesso esposta, ultimamente però aveva scelto di lavorare sottovoce, così come quando parlava, alla sua grande passione di esperto darte. Proprio questa mattina alla Società economica di Chiavari doveva presentare il suo ultimo volume "Riviere magiche, artisti in Liguria fra Monet, De Chirico e Picasso". Si era laureato in "Storia del teatro" allUniversità di Genova, con il professor Eugenio Buonaccorsi, Ragazzi, ma la passione per larte non era soltanto teorica, aveva frequentato listituto darte di Chiavari e amava dipingere opere con uno stile ispirato a Bacon. Cominciò dalla politica, iscritto al Pci, come consigliere comunale a Chiavari. Poi la sovrintendenza del teatro Comunale dellOpera di Genova, al teatro Margherita, negli anni doro dellorchestra e del coro: fu Ragazzi a organizzare nel 1986 una ormai leggendaria tournée in Cina, con Luciano Pavarotti e "La Bohéme". E fu Ragazzi a condurre e partecipare alla rinascita del Carlo Felice, nella commissione che scelse il progetto definitivo, a restituire a Genova il suo teatro dellopera. Poi, dal 92, con la riapertura di Palazzo Ducale, cominciò a collaborare e presto divenne consulente direttore artistico, inaugurando la stagione delle grandi mostre a Genova. Da "Arte della Libertà" al "Futurismo". Divenne anche presidente della Fondazione Colombo, quando listituzione fu trasformata dalla Regione in proprio braccio operativo culturale. Da lì Ragazzi avviò i contatti e impostò quella che molti anni più tardi è stata la donazione di Mitchell jr Wolfson a Genova. Gaetano Previati, Aurelio Caminati, Francesco Messina, Cecilia Ravera Oneto, i sei volumi della "Storia di Genova", il Futurismo e i grandi artisti internazionali legati alla Liguria: lindagine di Ragazzi sulla storia dellarte tra Otto e Novecento legata alla nostra regione non si fermava mai. Ed era sempre approfondita. Il 2002 fu l"annus horribilis" di Franco Ragazzi. Travolto dal "caso ?Vrubel", ovvero unopera che Ragazzi aveva incluso nellesposizione (pur non indicandone con certezza lattribuzione) "Kandinskj, ?Vrubel, Jawlenskj", da lui curata, e che, si scoprì, era invece una copia. Riconosciuta per caso nelle sale espositive del Ducale proprio dallautrice dellopera, la pittrice Adria Sartore. Ne seguì uno scandalo cittadino dove Ragazzi diventò gustosa preda per molte invidie e una vicenda giudiziaria che è terminata soltanto un anno fa, il 19 dicembre 2007, quando il giudice lo ha assolto con formula piena, perché "il fatto non ha costituito reato", ed è stata riconosciuta la buona fede allesperto darte. «Sono sollevato e soddisfatto - dichiarò proprio un anno fa Ragazzi - anche se lamarezza degli anni che ho passato con questo peso, non me la toglie nessuno». Ma Ragazzi non si fermava e non riservava rancore alla città: al suo lavoro si deve anche la recente donazione di opere dello scultore Edoardo Alfieri al Comune di Genova.