Nella pelle che tiene in mano il «San Bartolomeo» e anche il suo profilo sono stati individuati nel «Giudizio Universale» Scoperte e misteri non sono nuovi nell'opera del genio, autore del David: già nel 1923 il professor Francesco La Cava aveva individuato il volto del Buonarroti nella pelle in mano a San Bartolomeo, e solo dopo aver superato l'ostilità dell'ambiente accademico la tesi venne accolta e accettata. Un altro mistero che reclama chiarimenti sono le ragioni occulte che si nascondono negli affreschi commissionati a Michelangelo dai papi. Perché quelle forme nascoste nell'avviluppo dei corpi dipinti dal grande artista nel Giudizio Universale della Cappella Sistina? Per quale motivo diverse figure fanno capolino su volte e pareti della reggia dei pontefici? E' questo il tentativo di ricostruire e chiarire un segreto occultato da mezzo millennio: l'analisi esoterica del mito nascosto del Giudizio Universale. Se ne incarica Giancarlo Iacomucci, litografo e ricercatore conosciuto nel mondo dell'arte come Litofino, che da anni investiga intorno alla vicenda, dopo aver scoperto il volto invisibile di Michelangelo proprio nella sfarzosa rappresentazione pittorica del Giudizio. Un vero e proprio ritratto subliminale. Un gigantesco profilo di volto orientato verso destra, con tanto di naso rotto.