Poleggi: «I Palazzi non sono indicati adeguatamente, nè valorizzati» ATTENTA GENOVA, l'incoronazione a Patrimonio dell'Umanità conferita dall'Unesco lo si deve al complesso dei palazzi Rolli, al loro criterio di ospitalità dei potenti di allora, unico al mondo e che i testi dicono fu esercitato per un secolo fino alla metà del 1600: ma per mantenere questo strepitoso riconoscimento, che non dà soldi ma molto lustro a livello internazionale, bisogna assolutamente rispettare, nel tempo, le indicazioni dell'Unesco. Altrimenti c'è il rischio che Genova si veda sfilare la nomina. L'allarme arriva da Ennio Poleggi l'eminente studioso, insignito del Grifo d'Oro proprio per essere stato l'artefice di questa scelta dell'Unesco che ha favorito Genova. È lui di fatto ad aver individuato, nelle antiche carte, questo "sistema dei Rolli", già cinquant'anni fa, ad averlo approfondito ed infine ad averlo proposto. «Tuttavia l'Unesco chiede che si conservi con correzione tutto ciò che è stato segnalato per ottenere la nomina. Ma questi palazzi e il loro sistema di ospitalità che pure corrispondono al format della straordinarietà che l'Unesco vuole, non sono indicati adeguatamente, nè valorizzati». E la conclusione dell'eminente studioso fa pensare male. Prosegue: «Sono 42 i palazzi che il Ministero, prima, e l'Unesco poi, hanno individuato anche se in realtà i Rolli sono almeno un centinaio. Vanno segnalati con una sorta di targhetta romboidale vicino al civico e una commissione a suo tempo si era istituita in Comune per affrontare questi temi della valorizzazione. Non credo che abbia fatto molti passi». Il turista, se vuole, può cercare una tabella riassuntiva nei punti di informazione, ammesso e non concesso che l'abbiano a disposizione. Ma poi deve andarseli a cercare in una caccia al tesoro che potrebbe anche essere affascinante, ma non è corretta. Non per l'Unesco almeno. Quanto alla conservazione precisa Poleggi: «in via del Campo, in via Garibaldi e anche in via Lomellini i vari finanziamenti degli ultimi anni hanno consentito numerose ristrutturazioni, tuttavia alcuni palazzi Rolli non sono al massimo dello splendore. Penso a quelli della zona di San Luca per esempio, ma non solo. Ed è la Soprintendenza a tenere sotto osservazione, a provvedere». Ci sono poi quei palazzi Rolli che l'Unesco ha "scartato" vale a dire gli edifici che sorgono in quella porzione di centro storico, che è al di là di via San Lorenzo «non considerati, in quanto, secondo gli esperti del ministero, si rompeva in qualche modo l'unicità territoriale». Sono stupende dimore cinquecentesche di via San Bernardo, di Canneto di via Giustiniani, fuori quindi dalla topografia ufficiale dell'Unesco, che sono altrettanto carichi di bellezza e di storia, di "quella "storia, ma sono dimenticate. Dei palazzi dei Rolli si parlerà al Palazzo della Borsa di via Venti Settembre dove alle 15 di venerdi 19 si inaugurerà una mostra di manifesti disegnati da Guido Zibordi Marchesi in cui sono ritratti i 42 Rolli. Insieme a Ennio Poleggi interverranno Paolo Odone, Luca Borzani e Pierluigi Bruschettini. La mostra si intitola "La misura della bellezza" organizzata da Sagep Editori in collaborazione con la Camera di Commercio che ha messo a disposizione la magnifica Sala delle Grida. «La mostra è il primo passo - dicono gli organizzatori - verso un ampio progetto previsto per il 2010, quarto anniversario della nomina dell'Unesco. Pensiamo a un grande evento, su una superficie di mille metri quadrati dove troveranno spazio 42 totem, uno per palazzo, oltre a 10 plastici di edfici interi in spaccato e con particolari» bonomettiilsecoloxix.it