l'ispezione Savona. «Una priorità altissima», è questa la definizione che a Palazzo Sisto danno del caso relativo all'ex San Paolo. Ed il pressing avviato con tutte le parti in causa, per arrivare ad una soluzione, sembra iniziare a dare i primi, positivi frutti. Ieri mattina, si è tenuto un lungo sopralluogo del Soprintendende Bruno Malara nel vecchio ospedale, in stato di abbandono ormai da anni. Con lui, il sindaco Federico Berruti, il direttore generale della Asl Flavio Neirotti, l'assessore all'urbanistica Livio Di Tullio, i dirigenti comunali Giovanna Macario e Clara Oliveri. Il confronto è poi proseguito nell'ufficio del sindaco, a Palazzo Sisto, e si è protratto complessivamente per oltre tre ore. Il tutto mentre i privati hanno già notificato il loro ricorso al Tar contro la Soprintendenza. Cosa è emerso? Il sindaco e il direttore generale della Asl scriveranno una lettera al Soprintendente, per chiedere una interpretazione autentica del vincolo , la cui esistenza è emersa soltanto alcune settimane fa. Si tratta di chiarire, com'è ormai noto, quali siano le possibilità di utilizzo e di fruizione del piano terreno e del primo piano. Il vincolo - oltre alle ovvie salvaguardie architettoniche - impone infatti l'uso e la fruizione pubblica di tali porzioni dell'edificio. Come vanno intese? Al piano terreno è prevista la realizzazione di una galleria commerciale: di qui il ricorso dei privati. Il vincolo al primo piano tocca invece gli interessi del Comune, che nella transazione con la Asl, cedette i propri diritti sull'immobile per ricerverne in cambio una porzione dell'edificio ristrutturato, per un valore di 3 milioni 700 mila euro. Valore che, ovviamente, scenderebbe se gli uffici dovessero essere solo pubblici. Il sopralluogo di Malara è un segnale di apertura al dialogo, una risposta al Comune che, alcuni giorni fa, aveva a sua volta aperto la porta, rinunciando al ricorso al Tar. Una soluzione non sembra impossibile. Il Soprintendente si troverà a dover valutare la sostanza, più che la forma, del vincolo rispetto alla salvaguardia urbanistica, a quella della fruizione pubblica degli spazi e a quella della dignità e del decoro delle funzioni che vi troveranno posto. A. G.