Il mondo della cultura ligure ha perso uno dei suoi protagonisti. Oggi avrebbe dovuto presentare l'ultimo libro OGGI avrebbe dovuto presentare a Chiavari il suo nuovo libro "Riviere magiche", dedicato agli artisti internazionali che hanno lavorato in Liguria, ma un infarto lo ha stroncato nella sua casa genovese davanti alla moglie e al figlio. Franco Ragazzi, 61 anni, è stato uno dei protagonisti degli ultimi trent'anni di vita culturale genovese nel doppio ruolo di manager pubblico e di critico d'arte. Era nato a Chiavari nel 1947, dopo la laurea in Storia aveva iniziato a militare nel Pci, diventando capogruppo del partito nel consiglio comunale della sua città, responsabile della cultura del Pci genovese e poi segretario regionale dell'Arci. Nel 1978, a soli 31 anni, dopo la morte di Gelasio Adamoli, diventa sovrintendente (il più giovane d'Italia) del teatro comunale dell'Opera di Genova, in quel periodo ospitato al cinema Margherita di via XX Settembre, oggi sostituito da un grande magazzino. Il suo incarico doveva durare solo due anni ma Ragazzi resterà invece al vertice dell'ente lirico sino al 1987. Sono anni difficili - almeno quanto quelli che il Carlo Felice sta attraversando oggi - oltre a problemi finanziari, sindacali e politici si deve affrontare l'interminabile vicenda della ricostruzione della storica sede di Piazza De Ferrari distrutta dai bombardamenti e che sarà completata soltanto nel 1991. Il teatro si ritrova anche al centro di una clamorosa inchiesta giudiziaria condotta dall'allora pretore Adriano Sansa che non coinvolgerà però Ragazzi. Dopo l'uscita dal teatro Ragazzi dirigeâ??due edizioni del Festival del Balletto di Nervi. Il suo interesse per il teatro non è soltanto politico-amministrativo e in quegli anni pubblica una serie di libri, tra cui "Teatri storici in Liguria", "Il teatro a Genova dal XVII al XX secolo", "Il teatro socialista a Genova", tutti editi da Sagep. Negli anni Novanta diventa direttore artistico di Palazzo Ducale e si fa promotore di importanti mostre, molte delle quali curate direttamente, Nel 1997 la giunta regionaleâ??lo nomina commissario della Fondazione Colombo, nata nel 1992, di cui poi diventa presidente. In questo ruolo gestisce la difficile pratica di acquisizione della donazione Wolfson. Nel 2002, sempre al Ducale, è curatore della mostra "Kandinskj, Vrubel', Jawlensky" in cui viene scoperto un falso di proprietà dello stesso Ragazzi, che subirà un processo destinato a concludersi nel 2007 con l'assoluzione. La vicenda suscita grande clamore e costringe Ragazzi a interrompere la sua collaborazione con il Comune e il Ducale. Dopo un periodo molto difficile Ragazzi si concentra sulla sua attività di critico e di organizzatore di mostre, affiancato dal figlio Davide, artista e grafico, e in collaborazione con l'editore De Ferrari. Fra le esposizioni più recenti quelle dedicate al Futurismo in Liguria, a Cecilia Ravera Oneto e a Gaetano Previati in un percorso che cercava di coniugare la cultura del territorio ligure con le grandi correnti artistica tra Otto e Novecento. Fino all'ultimo lavoro dedicato ai grandi pittori stranieri, da Monet a Picasso, che hanno soggiornato in Liguria, appena uscito dalla tipografia. G. G. CHIAVARI. Erano i primi anni Settanta quando ho conosciuto Franco Ragazzi: un incontro importante, un dialogo ed una collaborazione arrivata sino ad oggi. In quei lontani e difficili anni cercavamo di cambiare il mondo, eravamo convinti che la militanza e l'impegno politico fossero determinanti per quella meta. Franco era il nostro uomo migliore, era il dirigente di un Pci che stava crescendo nei consensi. La capacità di essere credibili passava attraverso il contributo e la personalità di uomini come Franco. Ma il suo impegno andò oltre la politica, Franco iniziava ad utilizzare in modo sempre maggiore la ricerca culturale. Le sue prime opere esploravano il nostro territorio, traducevano le origini del movimento operaio. Franco ci raccontava la nostra storia e la raccontava trovando, con naturalezza e profondità, i migliori motivi degli affreschi di Teramo Piaggio alla Chiesa delle Grazie. Adesso Franco è un maturo dirigente e uomo di cultura in Genova: qui viene nominato Sovrintendente al Teatro dell'Opera. Sono anni difficili, si deve ricostruire il nuovo teatro e il risultato arriva col completamento del nuovo Carlo Felice. Sono gli anni di mostre importanti, nei riconquistati spazi del Palazzo Ducale, lui ricerca e porta in mostra l'arte della libertà. Questi impegni, ormai internazionali, non lo distraggono dalla sua Chiavari di cui racconta storia e cultura teatrale. Le sue mostre hanno visto spazi importanti, i sui libri ci hanno raccontato arte, cultura, storia. Adesso sentiamo il vuoto e il valore della sua passione. Ciao Franco. GIORGIO "GETTO" VIARENGO storico locale