PROGETTO ADIGE. Il comitato ministeriale approva il piano stralcio dell'Autorità di bacino Interessa il tratto di fiume da Zevio a Tombazosana Il modello è il Danubio: piste ciclabili, natura e turismo Approvato con lode dal Comitato istituzionale - comprendente i ministeri dell'Ambiente, delle Infrastrutture, dei Beni culturali, dal capo della protezione civile Bertolaso e dalla Regione - il piano stralcio dell'Autorità di bacino dell'Adige relativo al parco fluviale Pontoncello-Tombazosana, tratto di fiume lungo 25 chilometri con una superfice di 1.255 ettari tra San Giovanni Lupatoto e Albaredo, 740 dei quali classificabili come golene. Soddisfatto il segretario dell'Autorità, Nicola Dell'Acqua, il quale aggiunge che il comitato istituzionale ha approvato anche il bilancio idrico del fiume, necessario ad affrontare eventuali emergenze dovute a carenze d'acqua sulla base di una banca dati condivisa, e con regole certe, cui i vari enti interessati dovranno attenersi. Il capo dell'Autorità di Trento aggiunge che, oltre a opere idrauliche, tra l'altro il piano stralcio prevede la pista ciclabile ad anello che congiungerà Verona con San Giovanni, Zevio e San Martino Buon Albergo. Inoltre il parco naturale di Pontoncello, proposto dall'associazione Freedom, è fatto proprio dai tre Comuni: 350 mila metri quadrati fluviali da tutelare, compresi tra Pontoncello, Ausetto (sulla sinistra Adige) e la località Giaron (sulla destra del fiume). Il piano stralcio è dunque diventato legge dello Stato, cui dovranno adeguarsi tutti gli interventi che d'ora in poi saranno portati avanti nel tratto di 25 chilometri di fiume. L'Autorità di bacino ha lavorato lungamente per predisporre il complesso progetto ambientale e farlo approvare. Scopo: far diventare l'Adige un fiume ad alta vivibilità, al pari del Danubio, che lungo le sue rive ha spiagge, piste ciclabili, percorsi navigabili e spazi per il tempo libero diventati anche attrattiva turistica. Il corposo documento messo a punto dagli ingegneri dell'Autorità fotografa l'attuale, cattivo stato di salute del fiume sotto il profilo idraulico e ambientale, per poi suggerire i correttivi concertati con Comuni, Provincia, Genio civile e associazioni ambientaliste. Il piano stralcio è centrato sull'allontanamento degli argini dall'alveo del fiume, che nel tratto in questione sono a diretto contatto con il flusso della corrente, quindi potenzialmente sottoposti a erosione. Oltre alla sicurezza idraulica, il piano prevede il recupero naturalistico: realizzazione del parco naturale di Pontoncello e di una pista ciclabile che collegherà Verona con San Giovanni, Zevio e San Martino. L'insieme rappresenterà una zona ricreativa a diretto utilizzo dei quasi 70 mila aitanti dei Comuni interessati dal piano. Non solo, il progetto è destinato a diventare un'attività pilota volta al successivo recupero dell'intero tratto veneto del fiume a valle di Pontoncello. Il piano stralcio è insomma un decalogo cui attingere per far diventare il tratto di Adige in questione un paradiso della biodiversità. Per il bacino del fiume di casa nostra, il Comitato istituzionale ha stabilito anche la nuova perimetrazione delle aree allagabili in caso di eventi pluviometrici estremi, e relativa delimitazione delle fasce di pertinenza, ai fini di pianificare le attività di protezione civile. Nuove perimetrazioni sono state stabilite per i torrenti Fibbio, a San Martino Buon Albergo, e Tasso, che scorre tra Caprino, Cavaion e Affi.
VERONA - Il parco di Pontoncello è diventato realtà
Il comitato ministeriale ha approvato il piano stralcio dell'Autorità di bacino dell'Adige relativo al parco fluviale Pontoncello-Tombazosana. Il piano prevede l'allontanamento degli argini dall'alveo del fiume, il recupero naturalistico e la realizzazione di una pista ciclabile che collegherà Verona con San Giovanni, Zevio e San Martino. Il piano è stato approvato con lode dal Comitato istituzionale, che ha anche stabilito nuove perimetrazioni per le aree allagabili in caso di eventi pluviometrici estremi.
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