I magici ritratti di Van Dyck Le sue quotazioni sono mediamente sul milione e 200.000 dollari. Ma in asta ci sono state punte di oltre 3 milioni Nel milanese Palazzo Reale le magiche tele di Anthony Van Dyck, recitano sotto la dircezione di Luca Ronconi e la scenografia di Margherita Palli. «Riflessi italiani», questo il titolo della mostra, è curata da Maria Grazia Bernardini e resterà aperta sino al 20 giugno. Con l'occhio puntato a centrare un solo obiettivo. Superare i 320 mila visitatori dell'esposizione di Washington (1991), i 214 mila di Genova (1997) e il record di 400 mila registrati alla Royal Academy di Londra (1999). Ma oltre al business dei biglietti staccati e dei cataloghi venduti (questo di Palazzo Reale è edito da Skira), il valzer dei soldi intorno ai pennelli e alle mitiche tavolozze del Cinquecento e del Seicento passa sempre di più dalle sale d'asta. La scorsa settimana la vendita veneziana di Finarte Semenzaio dedicata a «Rari dipinti di antichi maestri» ha totalizzato 2.900.000 euro. Con un olio del trevigiano Paris Bordon (1500-1571) aggiudicato a 882.400 euro. E una «Venere» di Lambert Sustris (1510-1560), olandese emigrato in Italia, passata di mano per 953.500 euro. Quasi in contemporanea, a Milano, le due vendite di dipinti del XIX secolo e antichi provenienti dal fallimento Nadini S.p.A. (curate da Porro Art Consulting) hanno totalizzato 5.300.000 euro. E' stata ancora la pittura antica a fare l'en plein, raccogliendo da solaS.848.310 euro. Quasi stupefacente la battuta della «Maddalena portata in cielo dagli angeli» di Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone (1573-1626), stimato 170.000 ma aggiudicato a poco meno di 500.000 euro. Mentre «San Giovanni Battista nel deserto» del modenese Bartolomeo Schedone (1578-1615) è stato acquistato per 414.450. Cifre così, sino a qualche anno fa, erano veramente improbabili per il mercato italiano. E oltretutto per opere già Notificate (con divieto di esportazione). Un altro segnale m questo senso era arrivato nel giugno 2003 dagli 835.550 euro battuti a Roma da Christie's per una «Sibilla» del Guercino. Per non dire della «Maddalena penitente» del Tiziano aggiudicata da Finarte Semenzaio, il 9 novembre scorso, per l'incredibile somma di 3.382.750 euro. Anch'essa, per altro Notificata. E anch'essa in grado di riportare la nostra attenzione su Van Dyck, nobile e geniale olandese, innamorato della pittura veneziana e dei cromatismi del Tiziano. A guardar meglio sembra stia fiorendo, a livello critico ed estimativo, una vera e propria riscoperta della pittura italiana (o di stranieri venuti in Italia) a cavallo tra il 1550 p il 1650. Secondo il mercato (fonte Gabrius) i prezzi di Van Dyck hanno sino ad ora seguito l'andamento del comparto dell'arte antica. Le quotazioni di Van Dyck negli ultimi anni hanno fatjto segnare un incremento medio del 12 (più 15 nel 2003). Le opere di buona attribuzione offerte superano sistematicamente le stime delle varie case d'asta. I soggetti più apprezzati sembrano essere i ritratti sia di nobili che di ispirazione religiosa. Dal 1989 al 2003, i dieci quadri più cari hanno totalizzato 12.768.490 dollari. Con una media per opera di circa 1.200.000 dollari. I pruni due record spettano a Sotheby's (gennaio 2002 a New York). Nella stessa asta un ritratto dell'Apostolo Pietro stimato 600800.000 dollari è arrivato a 3.140.750. Un ritratto dell'Apostolo Tomma-so, con la stessa stima, si è «fermato» a 2.095.750. Al terzo posto del podio di Van Dyck troviamo un ritratto della principessa Mary, battuto da Christie's nel 1989 a 1.384.300 dollari (contro una stima di 400600.000). Di Van Dyck nelle prossime aste non sembra per ora che ve ne siano. Non resta che passare dalla mostra milanese per gustarsene un bel po' dal vivo.