BRUXELLES «Sic» vuol dire «sito di importanza comunitaria »: cioè un luogo di tale bellezza e fragilità ambientale, che un bel giorno l'Unione Europea l'ha dichiarato patrimonio di tutti i suoi cittadini. Sta a loro, ai governi dei 27 paesi, e naturalmente alle amministrazioni locali, proteggere quel tesoro. Vi sono tanti «Sic» in Europa, e uno è per esempio la zona di Is Arenas («Le sabbie» in sardo), sulla costa occidentale della Sardegna: dune alte (un tempo) anche 50 metri, una spiaggia di 6 chilometri, una foresta piena di animali e di piante rare, un cielo solcato dai fenicotteri rosa, sabbie dove a volte depone le sue uova la tartaruga, la macchia mediterranea in parte vergine, o quasi. Insomma un'oasi, un paradiso indescrivibile. E l'Italia ha saputo proteggerlo così bene, che la Commissione Europea ha ora portato il nostro Paese in tribunale, cioè davanti alla Corte di giustizia del Lussemburgo. L'accusa: «Violazione della direttiva europea 9243Cee relativa alla conservazione degli habitat della flora e fauna selvatiche». Nell'area di quel sito, è infatti «in corso di completamento un insediamento turistico comprendente anche un campo da golf la cui realizzazione ha compromesso le caratteristiche ecologiche della zona». I depliant parlano di «intervento eco-turistico», ma la Ue non sembra credere troppo a quel prefisso, «eco». E del resto la storia è vecchia: fra ricorsi e cause dura da quasi 40 anni, da quando cioè iniziò l'assedio edilizio a Is Arenas, che si trova nel territorio comunale di Narbolia. In uno dei tanti appelli, firmati fra gli altri anche dallo scrittore Stefano Benni e dall'attore David Riondino, si legge che «le coste e la pineta dei comuni di Narbolia e S. Vero Milis, costituiscono ancora uno dei lembi intatti di Sardegna... cementificare anche questa parte non porterebbe alcun concreto beneficio ai sardi e alla stessa immagine turistica della Sardegna all'estero». Qualcuno la pensava diversamente. Il progetto iniziale sta tutto in una cifra: 224mila metri cubi di cemento. Su questo, si discute da decenni. La Regione Sardegna ha segnalato l'area alla Ue, chiedendone l'intervento. Tutto inutile, lo scempio è andato avanti. E ora l'oasi rischia di morire. La Commissione Europea ritiene che «le autorità competenti non abbiano adottato, prima dell'inclusione dell'area nei Sic, misure idonee a salvaguardare l'interesse ecologico ». E dopo «l'inclusione dell'area nei Sic»? Non sono state prese «misure per evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie nonché la perturbazione delle specie per cui il detto Sic è stato disegnato». Tradotto dal linguaggio burocratico: in California o in Camargue, un posto così sarebbe da 50 anni parco nazionale, e forse nessuno avrebbe mai pensato a cementificare i fenicotteri.
SARDEGNA - Golf e ville, addio dune a Is Arenas L'Europa accusa: scempio ecologico
La zona di Is Arenas, sulla costa occidentale della Sardegna, è stata dichiarata "Sic" (sito di importanza comunitaria) dall'Unione Europea a causa della sua bellezza e fragilità ambientale. Tuttavia, un insediamento turistico comprendente un campo da golf sta compromettendo le caratteristiche ecologiche della zona. La Commissione Europea ha portato l'Italia in tribunale per violazione della direttiva europea 9243Cee relativa alla conservazione degli habitat della flora e fauna selvatiche. La storia dell'assedio edilizio a Is Arenas risale a quasi 40 anni fa, e la Regione Sardegna ha segnalato l'area alla Ue per l'intervento.
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