Il lungo e non facile percorso che porterà alla ristrutturazione di palazzo Carciotti, in chiave museale e congressuale, è ufficialmente avviato. Con la firma dell'accordo di collaborazione, avvenuta ieri in municipio, fra Comune e Direzione regionale ai Beni culturali, inizia ora la «caccia» ai finanziamenti necessari, stimati in 15-17 milioni. «Una parte dei fondi arriverà dal ministero ha precisato il direttore regionale di Beni culturali Roberto Di Paola e da oggi (ieri, ndr) iniziamo a programmarli». Il Comune punta invece su finanziamenti comunitari. «Bruxelles ha destinato 20 milioni nel 2009 per il territorio regionale ha spiegato l'assessore ai Lavori pubblici Franco Bandelli, che ha firmato l'accordo su delega del sindaco . Assieme al vicesindaco Lippi, che segue gli affari comunitari, abbiamo deciso di richiedere questi fondi, non appena la Regione emetterà il bando, per il rifacimento di piazza Ponterosso e il completamento dei lavori alla Biblioteca civica. Ora inseriremo in questa richiesta anche finanziamenti per palazzo Carciotti». Bandelli ha ripercorso rapidamente i passaggi che hanno portato alla firma, ricordando l'ordine del giorno varato dal consiglio comunale un anno fa e che ha consentito di «esplorare» i possibili utilizzi del palazzo, che l'assessore ha definito il «gioiello di famiglia». Individuata la destinazione museale-congressuale, di recente il consiglio ha poi approvato la delibera grazie alla quale ieri si è arrivati alla firma dell'accordo. L'assessore ha poi rivolto un ringraziamento all'ingegner Francesco Cervesi, che ha donato alla città il progetto di ristrutturazione del palazzo. «Ha avuto il coraggio ha precisato di lanciare una provocazione, che abbiamo raccolto». E questo progetto prevede, nella parte dell'edificio attualmente occupata dagli uffici comunali, una struttura congressuale con diverse sale per oltre 2900 posti (la magggiore con 1100 posti, ampliabili a 1.300) e un foyer di 2300 metri quadri, con la possibilità di usare parte di via Bellini per eventi esterni. La zona museale del palazzo, per la quale è stata individuata la parte «nobile», quella che si affaccia al mare, si estenderà invece su 7500 metri quadrati e permetterà di creare la sede permanente della Galleria nazionale, le cui preziose opere, già conservate a palazzo Economo, sono attualmente custodite in alcuni depositi. «Un tesoro nascosto nelle casse», come lo ha definito l'architetto Di Paola, che comprende importanti collezioni, parte delle quali la prossima estate troverà temporanea esposizione alle scuderie di Miramare, in attesa che si realizzi appunto la nuova galleria a palazzo Carciotti. Un patrimonio nel quale il direttore regionale ai beni culturali ha evidenziato la collezione Mentasti, con opere di varie scuole italiane fra il 16 e il 18 secolo, alla quale si aggiunsero i disegni del Canaletto della collezione Miotti, e la collezione Histria, con una trentina di opere di artisti veneti provenienti in gran parte da edifici sacri dell'Istria, già esposta nel 2005 al museo Revoltella. «Sin dagli anni '50 ha ricordato Di Paola si auspicava per queste collezioni una sede adeguata in centro città. La soluzione che si è aperta con palazzo Carciotti permette di intravedere grandi possibilità di richiamo, grazie anche al pregio della storica dimora. Ci sarà poi ha aggiunto la possibilità di fare sistema con il Revoltella, il Sartorio e altri musei per creare un percorso di grande attrattiva».
TRIESTE - Palazzo Carciotti, ora caccia ai fondi
Il Comune e la Direzione regionale ai Beni culturali hanno firmato un accordo per la ristrutturazione di palazzo Carciotti in chiave museale e congressuale. Il progetto prevede la creazione di una struttura congressuale con sale per oltre 2900 posti e un foyer di 2300 metri quadri. La zona museale del palazzo si estenderà su 7500 metri quadrati e permetterà di creare la sede permanente della Galleria nazionale. Il progetto include anche la mostra delle collezioni Mentasti, Canaletto e Histria. Il Comune punta su finanziamenti comunitari, mentre la Regione ha destinato 20 milioni nel 2009 per il territorio regionale.
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