Su San Siro i dubbi del sindaco e di Forza Italia In Consiglio doppio voto sullurbanistica Sì alle regole che alzano gli indici di edificabilità e via ai palazzi in 176 mini-aree Segna il passo il progetto San Siro, vale a dire il trasferimento dellippodromo nel Parco Sud (cè il consenso della Provincia, che gestisce il parco), con il contestuale sgombero di unarea centrale di un milione di metri quadrati su cui costruire case, negozi e uffici. Progetto sponsorizzatissimo dallassessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, che però oggi non lo porterà in giunta. Il sindaco Letizia Moratti, raccogliendo le perplessità dei partiti della maggioranza, lo ha invitato a una profonda pausa di riflessione che significa «per ora, fermiamoci». In tanti hanno chiesto un confronto con lassessore: An, Lega, Forza Italia. «Vogliamo esaminare il progetto, non lo abbiamo mai visto», ripete il capogruppo azzurro Giulio Gallera. Masseroli ha accettato la sollecitazione di Fi. E ora arriva la cautela della Moratti. Loperazione ippodromo passa da un accordo di programma fra Comune, Provincia e Regione, che ancora non hanno iniziato a parlarsi. Le perplessità di An si sono già ammorbidite, con la spiegazione che le decisioni vere sul futuro assetto del quartiere San Siro si prenderanno appunto al tavolo fra i tre enti. Tuttavia linizio della procedura avrebbe un significato politico forte e limpasse rovina un po la festa a Masseroli, che ha appena vinto due partite delicate della sua filosofia urbanistica: lapprovazione del Documento di inquadramento e delle cosiddette B2, due delibere che rendono edificabili 176 piccole aree della città (ma per 3 milioni di mq complessivi). Il Documento di inquadramento aumenta di un terzo lindice di edificabilità del suolo cittadino e facilita quella che lassessore definisce la «densificazione» di Milano, contestando con vigore la cementificazione temuta dal centrosinistra e da firme importanti dellarchitettura e dellurbanistica. Alle 22.45 di mercoledì, dopo sette sedute, il consiglio ha dato lok con i voti della maggioranza (27 sì) ma senza quelli dellopposizione (17 no) alla quale Masseroli aveva rivolto un appello al dialogo. Severo il vicepresidente Pd della giunta provinciale, Alberto Mattioli: «Il nuovo Documento di inquadramento urbanistico del Comune mostra la visione miope di Masseroli e della giunta Moratti, sensibili solo ai meri interessi economici dei soliti immobiliaristi». Per Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd in Comune, «la città ha bisogno di interventi più consistenti sul piano dellaffitto e dei servizi. Purtroppo la giunta ha scelto di privilegiare linteresse privato». Soddisfatto il suo collega azzurro Gallera: «I privati costruiscono case per laffitto e la vendita a prezzi calmierati per le fasce deboli e in cambio il Comune concede più volumetria. Si afferma un principio nuovo di premialità, lunico possibile in una fase di scarsità di risorse pubbliche». Unico momento di intesa bipartisan, un ordine del giorno firmato da Enrico Fedrighini (Verdi) e Franco De Angelis (Pri), che impegna la giunta a rispettare un bilancio di sostenibilità urbana basato su indicatori precisi, come la presenza o meno di risparmio energetico e housing sociale. Criteri applicati in molte città europee. Nessun problema, ieri, per le B2. Le 176 aree interessate erano state vincolate per qualche scopo non realizzato, e il vincolo è scaduto, o non avevano ricevuto destinazione duso nel Piano regolatore. Il Pd ha votato contro ma ha concesso i voti necessari alla maggioranza per limmediata eseguibilità. «E così in centro, in via Sacchi - obietta Basilio Rizzo (Lista Fo) - al posto di un parcheggio crescerà un palazzo di sei piani». Costruendo si potrà pareggiare laltezza degli edifici vicini.
MILANO - URBANISTICA-Ippodromo, nuovo stop il piano non arriva in giunta
Il Consiglio comunale di Milano ha approvato il Documento di inquadramento e le B2, due delibere che rendono edificabili 176 piccole aree della città. Il progetto San Siro, che prevede il trasferimento dellippodromo nel Parco Sud e la costruzione di case, negozi e uffici su un'area centrale di un milione di metri quadrati, è stato sottoposto al voto. Il sindaco Letizia Moratti ha invitato lassessore allo Sviluppo del territorio, Carlo Masseroli, a una profonda pausa di riflessione. Le perplessità dei partiti della maggioranza hanno portato a una cautela, mentre An ha ammorbidito le sue posizioni.
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