Il Riesame: no al ricorso contro il sequestro dellarea Resta sotto sequestro il cantiere nellarea ex Fiat di Novoli dove sono in fase di ultimazione la multisala cinematografica e il grande centro commerciale da 120 negozi. Il tribunale del riesame ha infatti respinto i ricorsi presentati dagli avvocati Antonio DAvirro e Duccio Traina per conto del direttore dei lavori, ingegner Alessandro Chimenti. Il cantiere è stato sequestrato durgenza il 17 novembre dal pm Francesco Pappalardo. Il 20 novembre il gip Angelo Antonio Pezzuto ha convalidato il sequestro. Secondo le accuse, Multiplex e centro commerciale sono stati costruiti senza un valido titolo autorizzativo. Come per tutti gli altri edifici previsti nellex area Fiat, la Immobiliare Novoli ha avviato i lavori sulla base di una Dia (Dichiarazione di inizio attività), che presuppone lavvenuta approvazione di un piano attuativo «contenente precise disposizioni planovolumetriche». La procura ritiene invece che il piano di recupero dellarea Fiat approvato il 2 luglio 2001 dal consiglio comunale contenesse - almeno per quanto riguarda il progetto del Multiplex e del centro commerciale - soltanto uno schizzo e poco più, ma non le planimetrie, le sezioni e i profili necessari per comprenderne la forma e i volumi. I difensori sostengono invece che i lavori eseguiti sono del tutto legittimi e che la Dia era perfettamente regolare, perché nel piano di recupero approvato in consiglio comunale non cera soltanto lo schizzo del futuro insediamento ma anche le sezioni, le altezze degli edifici e lindicazione per ogni isolato del numero di piani edificabili. Il loro consulente, il professor Carlo Monti delluniversità di Bologna, afferma che «ad una lettura integrata di tutti i disegni e documenti che costituiscono il piano di recupero approvato nel 2001 si rileva un esubero di precisazioni planivolumetriche». Il tribunale della libertà non è daccordo e obietta che in nessuna delle tavole che compongono il piano di recupero è rintracciabile una sezione del «mastodontico complesso» del Multiplex, che occupa sei piani, di cui due interrati, cosicché non sono rilevabili né i volumi né le altezze. Secondo i giudici del riesame, nel piano di recupero era contenuto solo un disegno di massima, che avrebbe dovuto essere completato con un vero progetto da sottoporre ad apposita istruttoria per ottenere un permesso di costruire. Daccordo con la procura, i giudici ritengono anche che la Dia sia scaduta e che siano stati realizzati 25 mila mq invece dei 22.200 autorizzati. Linchiesta è nata da esposti presentati dalla consigliera comunale Ornella De Zordo (UnaltracittàUnaltromondo) e dallAnec (Associazione nazionale esercenti cinema). Maurizio Paoli, presidente Anec Firenze, ricorda le numerose segnalazioni a Comune e Regione, tutte cadute nel vuoto, e chiede: «Quante altre illegittimità sarebbero state tollerate se non fosse intervenuta la magistratura?». «Questa vicenda - scrive De Zordo - è lennesima conferma di una cattiva gestione dellurbanistica negli ultimi dieci anni».