Venti secoli di storia raccontati da artisti e architetti Esposti al pubblico dipinti e sculture paramenti sacri oggetti liturgici e anche le vestigia di tre basiliche paleocristiani «Con questo progetto si è inteso documentare quanto di meglio la chiesa torinese ha saputo creare in venti secoli di storia attraverso il genio di numerosi artisti, pittori, scultori e architetti». Così il cardinale Severino Poletto ha presentato ieri il Museo Diocesano, che ha aperto i battenti nella cripta del duomo - la cosiddetta chiesa inferiore - dopo dieci anni di lavori che hanno riguardato il recupero e il restauro degli spazi e lallestimento delle collezioni. Lavori diretti dallarchitetto Maurizio Momo, cui ha collaborato Chiara Momo, costati 2,3 milioni, finanziati con il contributo di Compagnia di San Paolo e Regione, con la collaborazione della Cei, dellArcidiocesi di Torino e del Ministero delle Infrastrutture. Il museo - che sarà inserito dal 2009 nel sistema piemontese (ma già da questanno i possessori della Tessera musei potranno entrare gratuitamente) e rientrerà nel percorso previsto per lostensione della Sindone, come ha annunciato durante la conferenza stampa lassessore Fiorenzo Alfieri - riunisce dipinti e sculture, tessuti e paramenti sacri, oggetti sacri e oreficerie provenienti dalla cattedrale di Torino e da chiese non custodite o dismesse oppure donati o prestati da enti religiosi. Una collezione di tutto rispetto, in spazi suggestivi che offrono anche una visuale sulle vestigia delle tre basiliche paleocristiane - il Salvatore, San Giovanni e Santa Maria - emerse durante gli scavi diretti dalla Soprintendenza. Si tratta della prima fase di un progetto più generale, destinato ad ampliarsi con aggiunte e rotazione delle opere. Seguirà una parte dedicata a tessuti e paramenti sacri per cui, assicura larchitetto Maurizio Momo, si inizierà a lavorare da subito. Ieri mattina il percorso inaugurale con il cardinale, guidato da Luisella Peyrani della Soprintendenza archeologica e dal curatore Natale Maffioli. Dallingresso a fianco del duomo si scende nella sala principale, dedicata allallestimento liturgico dei tempi del Concilio di Trento, in cui sono esposti paramenti, paliotti, statue, mentre un altare è stato ricostituito in ogni sua parte. In una teca climatizzata, nel transetto della chiesa inferiore, le pale lignee realizzate da Martino Spanzotti (Battesimo di Cristo, del 1509-10), Girolamo Giovenone, Antoine de Lohny, Gandolfino da Roreto (Genealogia della Vergine), opere che decoravano le cappelle del duomo demolite con la costruzione della Cappella della Sindone. Nellarea degli scavi archeologici si identifica la traccia semicircolare dellabside di San Giovanni, nel locale sottostante il sagrato del duomo sono in vista le varie stratificazioni paleocristiane. In mostra ostensori e reliquiari, pissidi, calici e candelieri, statue di santi per laltare e crocifissi (tra questi, un Cristo crocifisso del XVII secolo dalla Collegiata Alta di Rivoli, accompagnata dalla Madonna e dai santi), tra i pezzi da non perdere un leggio della cerchia di Pietro Piffetti dalla chiesa di San Giovanni di Racconigi e la Madonna di Pozzo Strada di scultore del nord Italia, in marmo greco del XII-XIII secolo. Cè infine una sezione dedicata ai dipinti provenienti da chiese ed enti del territorio, tra questi lo Sposalizio mistico di Santa Caterina dAlessandria di Stefano Maria Legnani detto il Legnanino e lAssunzione della Vergine di Giovanni Antonio Mari, olio su tela del XVIII secolo già nella chiesa torinese dellAnnunziata (visite venerdì, sabato e domenica 9.30-1214.30-18, info 0115156408, www. diocesi. torino. itmuseo). (ma. pa.)
TORINO - Si svelano dopo 10 anni i tesori di arte sacra del Museo Diocesano
Il Museo Diocesano di Torino è stato inaugurato nella cripta del duomo dopo dieci anni di lavori. Il progetto, finanziato con il contributo di Compagnia di San Paolo e Regione, ha costato 2,3 milioni di euro. Il museo riunisce dipinti, sculture, tessuti e paramenti sacri provenienti dalla cattedrale di Torino e da chiese non custodite o dismesse. La collezione include oggetti sacri e oreficerie, tra cui la Madonna di Pozzo Strada in marmo greco del XII-XIII secolo. Il museo è stato inaugurato con una visita guidata dal cardinale Severino Poletto e dallarchitetto Maurizio Momo.
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