La lettera - Il sindaco De Luca sul laboratorio urbanistico dellarchitetto olandese Esprimo il mio apprezzamento per il bel servizio a firma di Renata Caragliano e Stella Cervasio che "la Repubblica" dedica al progetto di Maurice Nio per la città di Salerno. Allillustre architetto olandese la gratitudine per il lavoro creativo e progettuale svolto al servizio della nostra città e le belle considerazioni espresse sul laboratorio urbanistico che abbiamo creato negli ultimi quindici anni. Abbiamo avviato nel 1993 un coraggioso programma di riqualificazione urbanistica e rilancio delle funzioni socio-economiche del nostro territorio. In questi tre lustri abbiamo realizzato opere e lavori pubblici che hanno mutato il volto ed il destino di Salerno facendola diventare una città bella, vivibile, sicura, attraente per i turisti e gli investimenti imprenditoriali. Lamministrazione comunale e la città di Salerno sono oggi lesempio virtuoso - apprezzato in Italia ed in Europa - di un Sud che non si lagna ma che si rimbocca le maniche dimostrando coraggio progettuale ma al tempo stesso anche capacità amministrative e realizzative. Non ci appassiona lurbanistica di carta o degli annunci strillati ma quella concreta che diventa progetto-cantiere-opera finita migliorando la vita delle persone, delle aziende, della comunità. E in tale programma abbiamo deciso di assumere un filo conduttore: lalta qualità, leccellenza delle realizzazioni. Questo criterio deccellenza ha ispirato i nostri concorsi internazionali didee ma ha anche positivamente contagiato gli investitori privati che si sono sintonizzati su questo livello alto di progettazione. Così Salerno è diventata un laboratorio-cantiere, a partire dal Puc firmato Oriol Bohigas, dove oggi lavorano: David Chipperfield per la Cittadella Giudiziaria, Zaha Hadid per la Stazione Marittima, Tobia Scarpa per il PalaSalerno, Ricardo Bofill per il fronte del mare; tra i lavori realizzati da privati in sinergia con la civica amministrazione annoveriamo Santiago Calatrava per il Porto turistico Marina dArechi, Massimiliano Fuksas per larea ex Fonditori, Jean Nouvel per lex pastificio Amato, Nicola Pagliara per il Grand Hotel Salerno. Non credo siano molte le città, al mondo, che possono vantare tante presenze autorevoli. La proposta di Maurice Nio è, di primo impatto, molto suggestiva. Larchitetto interpreta bene il nostro desiderio di recuperare un intenso rapporto con il mare, elemento vitale per la storia e il futuro della nostra città. Colpisce lelemento multiculturale ed aggregativo che la struttura lascia emergere. In tempi di pregiudizi e contrapposizioni, Salerno valorizza la cultura del dialogo tra popoli e culture nel solco della Scuola Medica Salernitana. È bello anche il carattere ecologico che ispira lopera dellarchitetto che sincastona nella skyline del Golfo di Salerno e della Costa dAmalfi, un orizzonte senza confini. È stato bello e gratificante incontrare lattenzione di una firma mondiale dellarchitettura. Sarà ancora più bello conoscersi meglio e verificare qualche possibilità di collaborazione.