Quale il modello di gestione del Parco, che dovrà esprimere unauthority, i cui poteri di governo del territorio si dovranno sovrapporre a quelli degli enti locali, ridimensionandoli fortemente? Quali i vincoli di tutela e di salvaguardia che fatalmente dovranno investire parti consistenti del territorio e del patrimonio edilizio storico o recente, gran parte del quale prodotto dallabusivismo? Questi e altri interrogativi non hanno finora trovato risposta per una sorta di stallo nel dialogo fra le parti in causa. La Regione siciliana si è limitata a dichiarare lo studio di fattibilità compatibile con il quadro programmatico di sviluppo regionale. Ma il suo assessorato al Territorio non risponde alla richiesta degli enti locali di inserimento del Parco nel piano regionale, presupposto ineludibile per lemanazione di una legge istitutiva. Anzi fa sapere che non sono tempi di pensare a nuovi parchi, la cui istituzione implica impegni economici non compatibili con lo stato delle finanze regionali. Dubbi sorgono fra gli studiosi sul ricorso alla legge 98 che definisce il sistema dei parchi naturalistici e delle riserve nel territorio siciliano, nel quale il Parco fluviale dellOreto, per il carattere dei territori attraversati fortemente antropizzati, non sembra potersi inserire. Richiamando altre possibili alternative come il piano di gestione del Sic (sito di importanza comunitaria) dellOreto" in corso di formazione (che però riguarda solo alcune aree del bacino e non costituisce strumento di vincolo atto a proteggere lambiente che si vuole salvaguardare) o come la costituzione di un Consorzio fra gli enti locali e altre istituzioni interessate, che si proponga la creazione di un parco intercomunale e la gestione delle opere di riqualificazione ambientale. Ma intanto, fra silenzi timori e dubbi, il corso del fiume continua a essere una cloaca a cielo aperto, che versa a mare i liquami di fogna di varia provenienza e quel poco che resta del patrimonio agricolo ancora indenne continua a essere eroso, come a Monreale, da costruzioni legittimate da un vetusto strumento urbanistico che da ventanni non si riesce a rinnovare. Perché, allora, in attesa che si faccia luce sugli aspetti istituzionali e sulle prospettive di sviluppo del territorio, non si adotta un nuovo percorso, verificando sul campo la buona volontà ostentata dalle istituzioni locali? Iniziativa prioritaria e indipendente dallistituzione del Parco, a cura di un ente coordinatore come a esempio la Provincia, dovrebbe essere nelle more quella di dotarsi di un progetto unitario per il disinquinamento del corso dacqua, mediante la canalizzazione e lo smaltimento degli scarichi di fogna: operazione pregiudiziale a ogni altra rivolta alla riqualificazione ambientale, da avviare a un finanziamento europeo con carattere di urgenza e da gestire con un accordo di tipo consortile. A cui potranno seguire progetti di iniziativa locale per la rinaturalizzazione del fondo letto e delle sponde, anche separati e indipendenti per gli attraversamenti dei tre territori comunali, ciascuno dei quali presenta specificità differenziate. A partire da quello della città di Palermo, dove lalveo è costretto in una ridotta canalizzazione cementificata. Ai fini poi di proteggere lintero territorio dallincessante assalto della mano privata alle risorse ambientali, si chiama in causa la Soprintendenza, unica autorità individuata come competente e responsabile, affinché sottoponga a vincolo paesaggistico lintero bacino imbrifero dellOreto, per un controllo sistematico di tutte le attività di trasformazione del bacino, fino alladozione di un definitivo strumento di vincolo e di sviluppo. Solo così è possibile fugare il sospetto che listituzione del Parco costituisca un alibi per rinviare sine die levento tanto vagheggiato, allo scopo di lasciare tutto fermo allo stato in cui si trova.
SICILIA - CEMENTIFICAZIONE: alibi e omissioni sul parco dell'Oreto
La Regione siciliana si è limitata a dichiarare lo studio di fattibilità compatibile con il quadro programmatico di sviluppo regionale per la creazione del Parco fluviale dell'Oreto. L'assessorato al Territorio non risponde alla richiesta degli enti locali di inserimento del Parco nel piano regionale. Dubbi sorgono sulla legge 98 che definisce il sistema dei parchi naturalistici e delle riserve nel territorio siciliano, in cui il Parco dell'Oreto non sembra potersi inserire. Si propone la creazione di un Consorzio fra gli enti locali e altre istituzioni interessate per la gestione delle opere di riqualificazione ambientale.
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