Le sfumature, le più sottili sfumature, possono fare danni. Specie in certi ambienti, avverte Nicolini. «Nella cultura tutto è sfumatura. Mallarmé, i decadentisti, forse non sono familiari a Croppi». Per una sfumatura, rischia di saltare la collaborazione tra la giunta di Alemanno e larchitetto della sinistra, Renato Nicolini, linventore dellEstate Romana, appena 31 anni fa. «Nicolini collaborerà con noi per il calendario di eventi che abbiamo in programma dal 20 febbraio per le celebrazioni del centenario della nascita del Futurismo lassessore alla cultura Umberto Croppi, non fa in tempo ad annunciarlo, a margine di un convegno, forse inciampa in una domanda - Nello specifico ha già pronto il copione di una delle cinque serate futuriste che andranno in scena allAuditorium Parco della Musica, a febbraio: nel testo che ha scritto e che leggerà. interpreta Filippo Tommaso Marinetti, il fondatore del movimento». Con lui, protagonisti di altre serate futuriste, personaggi come Giampiero Mughini, Achille Bonito Oliva, Maurizio Costanzo, Giordano Bruno Guerri. Lassessore è tranquillo, «la notizia è girata», dunque conferma. Invece Nicolini fa mille passi indietro. Lassessore alla cultura delle giunte rosse (dal 77 e per nove anni), il regista delleffimero, linventore del modello culturale (estate romana in piazza con la gente in centro, monumenti resi vivi da manifestazioni di ogni tipo, senza snobismi e steccati) che poi hanno fatto proprio sia Rutelli che Veltroni, invece commenta: «Una mia collaborazione con il Comune? Casomai è il Comune che mi aiuta a realizzare qualcosa che ho in mente. Ma non mi era sembrato che fossimo vicini a un accordo», commenta in serata, alluscita dellassemblea del Pd. «Notizia curiosa, non abbiamo preso nessuna decisione - ancora larchitetto - Cè stato un incontro, solo un colloquio. Che strano costume però questo qui». Nicolini ha da ridire sui modi, sui tempi e su molto altro ancora. «La dichiarazione di Umberto è simpatica ma prematura, non gli ho mai detto di sì, mi sembra quantomai frettoloso questo atteggiamento. Userei il condizionale, anche perché lo spettacolo su Marinetti che sto preparando con Fabio Massimo laquone richiede risorse tecnologiche adeguate, che non so se lAuditorium dispone. Stavo solo cercando un posto dove debuttare, e il Comun di Roma è come la Rai, unistituzione a cui chiederlo. A questo punto mi sembra tutto un po più difficile». Due binari che non sembrano incontrarsi quelli di Nicolini e Croppi. Uno si sbilancia, laltro frena. Lassessore, che è segretario del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario del manifesto futurista, dichiara: «Abbiamo un fitto calendario di appuntamenti in onore dei futuristi, compresa uninstallazione multimediale interattiva dove Marinetti dialogherà col pubblico e lidea è di coinvolgere Nicolini anche su altri fronti. Ne abbiamo parlato e lui sembra disponibile. Per ora si tratta solo di una pièce teatrale, poi si vedrà se la sua collaborazione sarà più a vasto raggio. Se ci fossero altre occasioni, ne sarei felice». Invece Nicolini sembra turbato. «Siamo diversi, niente di personale, mi sta simpatico, ma non mi sento della stessa razza di Mughini e altri. Più ci penso e più la cornice che sintravede mi sembra inadeguata». Nessuna commistione, almeno per ora, ne col Comune né con gli altri intellettuali sulla scena. «Ci diano carta bianca e ci diano la possibilità di scegliere un programma, a me e Bonito Oliva», ancora Nicolini. «A Croppi ho sottoposto un progetto di spettacolo, la discussione è ancora in corso, nessuna collaborazione stabile». La festa è finita prima di cominciare. Ma per fortuna, lestate è lontana.