ROMA, 6 MAR - "Ora mi aspetto solo e soltanto atti formali. Ovvero l'approvazione del decreto nel prossimo Consiglio dei ministri di venerdi' dopo un confronto in pre-Consiglio. Punto e basta. Non devo discutere nulla con nessuno perche' si tratta di un atto di governo legato a leggi che si riferiscono con estrema precisione alle mie competenze", afferma nell'intervista al CORRIERE DELLA SERA il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani, dopo aver disertato il consiglio dei ministri a causa della mancata approvazione del decreto salva-cinema e dopo una telefonata di chiarimento con il premier Silvio Berlusconi. "Io non chiedo un centesimo in piu' a nessuno, ci sono leggi che mi attribuiscono quei fondi. Ma purtroppo i decreti legge non possono essere varati dal singolo ministro bensi' dal Consiglio". Per salvare il settore del cinema, che rischia la paralisi "io - sottolinea Urbani - mi sono mosso per tempo per procurarmi quei soldi. Purtroppo abbiamo ereditato dalla gestione Veltroni-Melandri un fallimento economico: cosa si poteva ottenere se non una bancarotta spendendo in sei anni 1200 miliardi di vecchie lire e ottenendone indietro con la restituzione dei prestiti solo 450? Io devo difendere i settori per i quali mi sono impegnato e ho giurato. E che dire della pirateria on line? Persino il capo dello Stato ci sollecita ad agire, mi pare".