MANTOVA È una città nella città, 34mila metri quadrati di sale, cortili, cunicoli, giardini pensili. Racconta una storia lunga quattro secoli e accoglie una delle massime espressioni del genio di Andrea Mantegna, la Camera Picta. Credenziali che al Palazzo Ducale di Mantova, lantica reggia dei Gonzaga, a quanto pare, non bastano per conquistare i visitatori, in calo del 21,7 nel primo semestre 2008 (139.223 biglietti staccati contro i 177.758 nello stesso periodo 2007). Gli introiti hanno avuto uno spostamento verso il basso del 9,3 (da 324.079,83 a 294.012 euro). Dati poco confortanti, che però non spaventano il soprintendente Filippo Trevisani: «Il Palazzo Ducale - commenta - ha un rapporto molto particolare con i visitatori, con momenti di flessione legati ai flussi turistici. Da qualche tempo le famiglie si muovono meno, spostarsi per un fine settimana è dispendioso, quindi un calo degli ingressi è fisiologico». Risollevare le sorti della reggia affidandosi a una buona campagna di comunicazione non rientra trade priorità di Trevisani: «Ci sono mostre che sfruttano ossessivamente gli strumenti promozionali impiegando enormiquantità di risorse, a volte a fronte di un afflusso irrisorio. Io preferisco investire per curare progetti culturali che abbiano una loro congruenza scientifica». Sforzi per avvicinare il pubblico, in realtà, ne sono stati fatti: dalla riapertura dellappartamento di Isabella dEste in Corte vecchia, allallestimento dellesposizione Tonacolsi lantico", fino alla possibilità di scoprire, con visita guidata, le aree più recondite, solitamente chiuse, del palazzo. «Se questo non basta - aggiunge il soprintendente - la domanda sul calo va girata al pubblico. Il nostro è un servizio, lo sportello è sempre aperto, se non viene nessuno non mi devo interrogàre io, che non sono un sociologo ma uno storico dellarte. Se il pubblico è inappetente, si faccia curare». Alla promozione come mezzo per far tornare lappetito sopito ai visitatori crede invece lassessore provinciale alla Cultura e al turismo Roberto Pedrazzoli. La rete museale mantovana è formata dà 40 centri espositivi, nella gran parte dei casi provvisti del riconoscimento regionale. Per questi 40 musei "minori", la crescita, in termini di ingressi, è lenta ma costante: «È il loro momento - spiega Pedrazzoli - e grazie al sistema abbiamo migliorato la promozione, i servizi, limmagine. Fondamentali, poi, si sono rivelate le attività didattiche». E il calo drastico degli ingressi nella reggia cittadina? Lassessore lo spiega con un cambiamento dei gusti del pubblico, soprattutto dei turisti: «Sono sempre più inclini a lasciarsi andare ai piaceri del turismo verde». Anche lassessore comunale alla cultura Paolo Gianolio tende ad attribuire la flessione alle preferenze del pubblico per altre attività espositive: «Mantova, soprattutto negli ultimi anni, ha unattività culturale molto intensa. I visitatori potrebbero essere stati attratti da altre iniziative. In ogni caso, se il trend è questo, qualche correttivo, forse, va apportato».