ROMA 7 MAR - I parchi italiani, che coprono circa l' 11 del territorio, subiscono l'assalto dell'abusivismo edilizio, soprattutto al Sud: secondo l'ultimo rapporto realizzato, datato 1998 dai Carabinieri del NOE per conto del Ministero dell'Ambiente, oltre 18.400 sarebbero gli abusi non sanabili realizzati nelle aree protette italiane. Tra i piu' colpiti dalla piaga del mattone selvaggio, secondo lo studio, i Parchi nazionali del Cilento (343 case fuorilegge) del Vesuvio in Campania e del Gran Sasso, in Abruzzo. Secondo Legambiente solo il Parco nazionale del Gran Paradiso e quello delle Dolomiti Bellunesi sarebbero esenti dalla piaga dell'abusivismo edilizio. Pochissime le demolizioni, appena il 2,4: il problema principale, denunciamo gli enti parco, e' quello della mancanza di fondi. Dal 2000 al 2003 secondo l'associazione Aida sono state 377 le costruzioni irregolari abbattute, con casi clamorosi come il Parco Regionale dell'Appia Antica, a Roma, dove oltre 500 abusi sono ancora in piedi, con 188 ordinanze di abbattimento da eseguire. Tra i parchi nazionali, il Gargano conta 270 ordinanze di abbattimento, mentre Circeo e Vesuvio rispettivamente, 234 e 185. Nel Parco nazionale del Gargano resiste ancora la roccaforte di Torre Mileto, 4 chilometri di case abusive a pochi metri dal mare risalenti agli anni '50, in totale circa un centinaio gli abusi. In Calabria, tra i parchi piu' colpiti c'e' l'area protetta marina di Capo Rizzuto: ben 57 costruzioni abusive (10 nel comune di Crotone e 47 in quello di Capo Rizzuto), per 48.600 metri cubi, sono state individuate dalla Capitaneria di porto di Crotone nell'area di demanio costiero della Riserva di Capo Rizzuto e nella fascia di rispetto. Una morsa di cemento illegale, fatto di moli che si protendono in mare, porticcioli, fabbricati, muri di recinzione, piattaforme in cemento armato, porticati. In Campania, il record spetta probabilmente al Parco del Vesuvio, dove oltre 400 abusi edilizi si contano sotto il vulcano. Di fronte alle centinaia di ordinanze di abbattimento di opere abusive, per mancanza di fondi e per ricorsi vari, appena 23 sono state finora eseguite secondo le indagini dell'Ente Parco. "La dimensione del fenomeno dell'abusivismo, specialmente edilizio, che si registra nell'area protetta, rende impossibile l'esperimento di una generale azione di repressione, si legge nel sito del Parco del Vesuvio. Infatti l'entità della spesa necessaria ad eseguire gli abbattimenti è tale da non consentire che questa sia di maggiore efficacia. E' impossibile l'eliminazione di ogni abuso se si pensa che la spesa complessiva fino ad ora sostenuta dall'Ente per gli abbattimenti compiuti ammonta a oltre 757.000 euro. Quasi un miliardo e mezzo delle vecchie lire.
ABUSIVISMO: in aree protette prospera al Sud
I parchi italiani, che coprono circa l'11 del territorio, subiscono l'assalto dell'abusivismo edilizio, soprattutto al Sud. Secondo il rapporto dei Carabinieri del NOE del 1998, oltre 18.400 abusi non sanabili sono stati realizzati nelle aree protette italiane. I parchi nazionali del Cilento, del Vesuvio e del Gran Sasso sono tra i più colpiti. Solo il Parco nazionale del Gran Paradiso e quello delle Dolomiti Bellunesi sono esenti dalla piaga dell'abusivismo edilizio. La mancanza di fondi è il problema principale, poiché solo il 2,4% delle demolizioni sono state eseguite.
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