La critica "La grande Milano esiste già È fatta di reti, non di palazzi" La nostra forza è la metropolizzazione dolce, invece si cade in una patologia che io chiamo sindacalismo istituzionale Per descrivere Milano, il sociologo Aldo Bonomi usa unimmagine: «È una città spugna, capace di attrarre e assorbire per poi però liberare forze, energie, idee, abitanti. E crescere. Una città aperta che non si può pensare di amministrare con logiche da condominio, o pensare di rinserrare allinterno delle mura. La nostra forza non sta nei numeri dei residenti, ma nelle reti». Una visione opposta a quella di Palazzo Marino che vorrebbe far crescere di 700mila i milanesi. Che cosa pensa della delibera di urbanistica della giunta Moratti? «Le rispondo partendo dallExpo di Shanghai del 2010: progettando il padiglione, si ragionava se presentarci con una logica competitiva tra megalopoli o rivendicare unidentità contrapposta del nostro Paese. Io credo sia necessario essere presenti con le nostre quattro porte sulla globalizzazione che sono Roma, Firenze, Venezia e Milano. Assumere fino in fondo il processo di metropolizzazione dolce che ci contraddistingue». Perché Milano non dovrebbe avere due milioni di abitanti? «Capisco che ci sia un desiderio competitivo da un punto di vista statistico, ma Milano due milioni di abitanti ce li ha già. Anzi, ne ha quasi quattro. È un po Varese, Como, Bergamo, Lodi, è una "città regione", una "città infinita". Dobbiamo capire, ad esempio, che una serie di operazioni immobiliari apparentemente ai margini sono in realtà centrali, perché non possiamo considerare periferia la Bovisa, Rho-Pero, ma neppure Busto Arsizio e Orio Al Serio. A volte, invece, ho limpressione che certi ragionamenti siano affetti da una patologia che chiamo sindacalismo istituzionale». Che cosa intende? «È la malattia che coglie il piccolo Comune che si pone contro la città media, che è contro la Provincia, opposta alla città metropolitana. Quello che più conta, in questi tempi in cui si discute tanto di federalismo, è avere il peso e i numeri per valere sul mercato del sindacalismo istituzionale. Ma la realtà è andata oltre: bisognerebbe riconoscersi in questo spazio più vasto che è già nei fatti. Ma attenzione: la cosa peggiore è trasformarlo in una Los Angeles». Lassessore Masseroli rivendica la volontà di creare case per i giovani e i meno abbienti e per farlo dà la possibilità di costruire anche su aree un tempo pensate per verde o servizi. È giusto? «È vero che emergono nuovi bisogni. Servono alloggi per gli studenti, che però non è detto debbano trasformarsi in residenti. Cè la necessità di piani casa per i migranti, ma a Milano città verranno le badanti, mentre chi lavora nellindustria vivrà a Brescia. Non si può concentrare tutto allinterno della città». Il Parco Sud ha deciso di far costruire su una parte delle aree di confine. Il cemento può arrivare a togliere verde alle città? «Non sono un fondamentalista né di un partito né dellaltro, il dibattito va affrontato alzandosi dal suolo. Anche la progettazione del verde va vista in ottica metropolitana e quel poco che è rimasto, dentro e fuori la Cerchia, va tutelato». Che cosa succederebbe se Milano avesse davvero due milioni di abitanti? «Non ci starebbero! Quello che invece dovremo fare è prepararci ad accogliere i milioni di visitatori di Expo, ma avendo chiaro che Milano deve continuare a svolgere una funzione di "città regione" leggera».
MILANO - Aldo Bonomi sul progetto urbanistico della giunta: "Sbagliato opporre città a provincia"
Il sociologo Aldo Bonomi descrive Milano come una città spugna che attrae e assorbe forze, energie e idee, ma non si può pensare di amministrare con logiche da condominio. La città deve essere presentata con le sue quattro porte sulla globalizzazione e assumere il processo di metropolizzazione dolce. La giunta Moratti ha proposto una delibera di urbanistica che prevede la costruzione di case per i giovani e i meno abbienti, ma ciò potrebbe trasformare la città in una Los Angeles. Il Parco Sud ha deciso di far costruire su aree di confine, ma il cemento può togliere verde alle città.
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