Primo passo per far sbarcare gli spagnoli del Cortes Ingles a Torino. La più importante catena della penisola iberica ha puntato gli occhi sul Palazzo del Lavoro, ledificio progettato dagli architetti Pier Luigi e Antonio Nervi per Italia ?61. Stabile che da anni si trova in condizioni precarie e occupa una superficie di 25 mila metri quadri tra i corsi Unità dItalia, Maroncelli e via Ventimiglia. Uno degli elementi architettonici di rilievo è la volta che poggia su 16 pilastri di cemento di 25 metri di altezza. Il palazzo è di proprietà della società pentagramma Piemonte, una partnership tra Fintecna e Gefim. I costi di manutenzione sono alti, è in uno stato di degrado e tutte le attività insediate allinterno, ad iniziare dallUniversità, sono in via di dismissione. «Entro il 2011 ledificio dovrà essere recuperato - spiega lassessore allUrbanistica, Mario Viano - dovrà tornare ad assumere il suo ruolo di porta aulica di ingresso in città dalla direttrice Sud. Lobiettivo è, oltre al restauro, quello di riportare ledificio alla sua immagine originaria, senza alterarne in alcun modo la visione dallesterno». La Cortes Ingles è solo uno degli operatoti interessato alledificio, secondo Stefano Ponchia della Gefim «ci sono anche altre offerte - spiega - non appena saranno chiariti nei dettagli i vincoli delle ristrutturazione procederemo». Con questa operazione lassessore Viano porterà nelle casse comunali circa 8 milioni di euro di oneri di urbanizzazione. E sarà restituita ai torinesi la possibilità di fruire di uno dei simboli della città. (d. lon.)
TORINO - Palazzo del Lavoro, arriva la catena Cortes Ingles
Il Palazzo del Lavoro a Torino è in condizioni precarie e occupa una superficie di 25 mila metri quadri. È di proprietà della società pentagramma Piemonte e i costi di manutenzione sono alti. L'assessore all'Urbanistica, Mario Viano, ha stabilito che il palazzo dovrà essere recuperato entro il 2011 e riportato alla sua immagine originaria. La Cortes Ingles è uno degli operatori interessati al restauro e ci sono altre offerte in attesa di chiarire i vincoli delle ristrutturazione. L'operazione porterà nelle casse comunali circa 8 milioni di euro di oneri di urbanizzazione. Il palazzo sarà restituito ai torinesi e sarà possibile fruirne di nuovo.
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