La carenza di personale addetto alla vigilanza non affligge solo la galleria di Palazzo Corsini, spesso costretta a chiudere per mancanza di organico, come raccontato ieri da Repubblica. Ma è invece un problema comune a molti spazi culturali della Capitale, primi tra tutti quelli del Polo museale romano che comprende ? tra le altre ? la Galleria Borghese e le sedi della Galleria Nazionale dArte Antica di Palazzo Barberini. Un arcipelago di siti storici e artistici, che ospita nelle sue decine di sale capolavori di Tiziano, Raffaello, Correggio e Caravaggio. «La carenza di organico è un problema generalizzato ? spiega Gianfranco Zecca, sindacalista Cgil del Polo ? i musei più grandi lo sentono meno, perché riescono a tamponare meglio le assenze improvvise o si possono permettere di chiudere solo alcune sale, ma per i piccoli spesso è un ostacolo insormontabile». Non cè da stupirsene, del resto, se si calcola che, come continua Zecca, «negli ultimi dieci anni siamo passati da 260-270 custodi a circa la metà». Per ovviare al problema le piccole gallerie romane si fanno letteralmente in quattro. E mentre la direttrice di Palazzo Corsini, la dottoressa Paola Mangia, prepara un ambizioso piano di rilancio ? che verrà presentato a via della Lungara il 18 dicembre - sperando (anche) che questo convinca Sovrintendenza e Ministero ad assegnare più fondi al suo museo, a Palazzo Spada è lunione a fare la forza. Come racconta la direttrice, la dottoressa Lucrezia Vicini: «Noi della Galleria Spada riusciamo a restare aperti grazie alla splendida sinergia con il nostro personale, tra cui ci sono addirittura malati cronici. Tutti si impegnano al massimo e si rendono disponibili anche a doppi turni pur di non chiudere». Fortunatamente a piazza Capo di Ferro le sale sono solo quattro e per giunta intercomunicanti «quindi ce la caviamo anche con soli due custodi». Il resto lo fanno le telecamere a circuito chiuso, ma per la celebre Prospettiva del Borromini, che si trova al piano terra, ci vuole comunque unattenzione in più. «Non potendo ottenere altro personale ci siamo inventati una soluzione alternativa ? racconta la Vicini ? e abbiamo sottoscritto una convenzione con la Sovrintendenza e con Roma Tre che ci consente di impiegare alcuni tirocinanti della terza università per la sorveglianza». Ma il problema, nei musei di Roma come di tutta Italia, non finisce qui perché a mancare non sono solo i vigilanti, ma un po tutte le figure professionali. Il nuovo bando del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ? attualmente in fase di pre-selezione ? che dovrebbe arginare lemergenza, prevede 500 nuove assunzioni per tutto il territorio nazionale. Di queste, 397 riguarderanno nuovi addetti a sorveglianza, sicurezza, accoglienza, comunicazione e servizi al pubblico e solo 103 interesseranno invece archeologi, architetti e funzionari amministrativi. «Figuriamoci che nel Lazio i posti per gli storici dellarte sono solo quattro ? fa notare Zecca - e nei prossimi due anni, solo nel polo romano, i pensionamenti saranno almeno otto». Una carenza «cronica ? dunque ? soprattutto di giovani professionisti». Che nei prossimi anni non farà che peggiorare. «La nuova Finanziaria prevede un taglio delle risorse assegnate ai Beni Culturali pari a 490 milioni di euro ? denuncia il segretario di Uil-Bac, Gianfranco Cerasoli ? e se si calcola che nel 2008 abbiamo gestito 625 milioni di euro, si capisce presto che il prossimo anno non ci resterà praticamente quasi nulla». Sicuramente non molto per integrare il personale nellarea della vigilanza «che in tutta Italia necessiterebbe di almeno altre 6 mila unità».