«Possibile che gli uffici del Comune trattino il Madre con noncuranza e indifferenza, alla stregua di un locale equivoco per il quale è sempre meglio prendere tempo, approfondire le verifiche, procedere con cautela?». Il direttore del museo d'arte contemporanea, a cui il gip Laviano ha imposto la chiusura notturna, scrive al sindaco Iervolino e le chiede aiuto. Nel farlo, però, si scaglia contro l'istituzione da lei guidata e «le insopportabili burocrazie che non decidono». Il riferimento è alla commissione di vigilanza di Palazzo San Giacomo, «convocata quattro volte e mai riunitasi». Nel frattempo il Madre resta sotto sequestro dalle 20 alle 6. «Ciò significa - spiega Cicelyn nella missiva - che oggi non potremo organizzare una cena richiesta dai rappresentanti dell'Unesco e dal ministero dei Beni culturali e che potrebbe saltare anche la prossima serata in onore di Mimmo Paladino». Eppure, si sfoga il direttore, in città la vita scorre come se nulla fosse accaduto: «C'è un museo sotto sequestro e nessun soggetto pubblico - tuona - avverte la gravità della situazione e la necessità di cercare soluzioni corrette e veloci». Peraltro «con Madrenalina siamo stati indotti in errore da un'autorizzazione comunale». Ce n'è anche per i magistrati, che hanno deciso «senza troppi complimenti». Ma l'obiettivo della lettera, si legge tra le righe, non è quello di scatenare l'ennesima polemica bensì di superare l'impasse. Perché, avverte Cicelyn, «non possiamo rassegnarci a essere sbrigati come si fa con una pratica d'ordinaria amministrazione né accettare che al posto della politica decida ancora una volta la magistratura».
NAPOLI - Il j'accuse è firmato Eduardo Cicelyn.
Il direttore del museo d'arte contemporanea, Cicelyn, ha scritto una lettera al sindaco Iervolino chiedendo aiuto per la chiusura notturna del museo, che è stata impostata a causa di una commissione di vigilanza non convocata. Il museo è stato messo sotto sequestro dalle 20 alle 6. Cicelyn si scaglia contro l'istituzione del Comune e le sue burocrazie, ma nella lettera chiede di superare l'impasse e trovare soluzioni corrette e veloci. Il direttore sostiene che il museo non può essere trattato come una pratica d'ordinaria amministrazione e che la magistratura non dovrebbe decidere la politica.
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