Il sistema di musei e siti archeologici statali del Lazio si conferma nel 2008 il primo d'Italia. Sia per affluenza che per incassi. Anzi, numeri alla mano, è anche qualcosa in più, se pensiamo che, con in suoi quasi 31 milioni di fatturato e una crescita di poco inferiore all'8, nel periodo da gennaio ad agosto, ha pesato da solo per circa il 43 sul totale del giro d'affari italiano di settore. E con i suoi 8,4 milioni di visitatoli (6,5) ha inciso per il 35,7 sul globale Italia. In questa corazzata, però, non tutto funziona alla perfezione. È ancora troppo alta l'incidenza dei grandi siti archeologici, mentre sono poco valorizzate le strutture meno note ma di valore, soprattutto della provincia laziale. Per questo dal Comune arriva un messaggio chiaro: «Per il futuro bisogna puntare ad ampliare e differenziare l'offerta». Il peso di Roma, in base ai dati prowisori del Ministero per i beni e le attività culturali, è assoluto nel panorama dei musei regionali. E centrale in quello dei siti nazionali. Se consideriamo solo i primi sei mesi dell'anno, infatti, il volume di introiti nell'area romana è stato pari a circa 20,9 milioni di euro (rispetto a 21,2 milioni in tutto il Lazio). Una cifra che rappresenta il 43 degli incassi in Italia (48,9 milioni). I dieci siti al top nel Lazio sono tutti romani e hanno fatturato quasi il 97 del totale. In questo blocco domina la componente "archeologica", che pesa per circa l'8o per cento. Il circuito "Colosseo, Palatino e Foro romano" fa la parte del leone. Primo posto incontrastato per incassi (15,2 milioni di euro, con una crescita del 13,3) e per ingressi (24 milioni, e incremento del 10,2). Al secondo posto, maa distanza abissale, il Museo di Castel Sant'Angelo, che registra introiti stabili {1,2 milioni di euro) ma un calo del 6,6 dei visitatori (398mila nel primo semestre 2008). Per il resto, la prima parte dell'anno è stata difficile, ma il sistema1 dei musei ha retto. Sette delle dieci strutture della top ten hanno sofferto un calo dei visitatori, ma soltanto quattro hanno visto calare gli incassi. Segno che le strategie "commerciali" sono riuscite a fronteggiare finora la congiuntura negativa. Il soprintendente al Polo museale romano, Claudio Strinati, si muove a tutto campo. A lui il compito di gestire alcune strutture chiave di Roma, come Castel Sant'Angelo, la Galleria Borghese.Palazzo Barberini e il museo di Palazzo Venezia. Proprio questi ultimi due sono tra le note più stonate del 2008, con cali in volume di affari rispettivamente del 13 e del 38 per cento. La spiegazione di Strinati è questa: «II museo di Palazzo Venezia non può contare su grandi numeri ed ha degli sbalzi fisiologici, mentre Palazzo Barberini paga i lavori iniziati lo scorso anno, ma in fase di completamento nel 2009». Anno nel quale anche Strinati pensa di dare peso ad alcune strutture "minori": «Continueremo con il lavoro sulla Galleria Borghese, dove in primavera partirà una mostra su Bacon e Caravaggio, ma allo stesso tempo lavoreremo molto sulla Galleria Spada e soprattutto sulla Corsini, che per la prima volta avrà un programma di mostre organico». E lì il primo appuntamento sarà un'esposizione sulla natura morta nel '700. L'innovazione sul lato dell'offerta sarà il tratto caratterizzante delle politiche culturali del Comune di Roma. La strategia del Campidoglio passerà da una valorizzazione dei suoi "gioielli nascosti", come spiega l'assessore ai Beni culturali della capitale, Umberto Croppi: «Oggi le nostre strutture più piccole soffrono di un problema di affluenza bassa. Vogliamo invertire la tendenza, partendo proprio da musei "minori", ma di valore». Il riferimento è al Museo Bilot-ti di villa Borghese, al Macro, alla Centrale Montemartini e al Museo delle Mura aureliane. La loro affluenza varia tra le 200-300 unità al mese del Museo delle Mura fino alle circa 1.300 del Macro. Numeri che il Campidoglio vuole aumentare. Ancora Croppi: «Sono tutte strutture nascoste, da valorizzare con aperture prolungate ed eventi; il Macro, poi, diventerà una fondazione». A ciò sarà accompagnato uno sviluppo delle tecnologie, come il software sviluppato in Giappone e avviato alla sperimentazione dall'assessorato al Foro di Augusto. Con questa tecnica è possibile vedere in tempo reale una ricostruzione dei diversi siti. L'intenzione del Comune è introdurla nel 2009 in alcune aree, per poi allargarla su vasta scala. In cantiere, c'è poi il parco a tema sull'Antica Roma. Un progetto, ideato dal vicesindaco Mauro Cutrufo, che punta anche sulle ricostruzioni virtuali per rilanciare il turismo. E immagina inoltre di rivestire il 10 del Colosseo con pannelli che ne mettano in risalto l'antica immagine.