II numero di visitatori è in diminuzione nei musei del Friuli-Venezia Giulia (-9,72), mentre in Veneto aumenta del 3 al traino di Venezia. E in entrambe le regioni, gli introiti degli istituti museali sono in ascesa, rispettivamente, del 6,33 e del 35,15 per cento. È questo il trend delineato, nei primi cotto mesi del 2008, dai dati del Ministero per i Beni e le attività culturali. Sotto i riflettori, in particolare, l'attività di musei, monumenti e aree archeologiche statali di tutta Italia, con un flusso complessivo di oltre 23,5 miliomi di visitatori (-3,87 rispetto allo stesso periodo 2007) e una spesa di oltre 73 milioni (1,188) per gli ingressi. Il monitoraggio non comprende il Trentino-Alto Adige perché l'unica istituzione presente, ossia Castel Montani, a Laces, è stata dismessa quest'anno dal Demanio dello Stato a favore della Provincia, autonoma di Trento. Anche ili Nord-Est, dunque, segue l'andamento nazionale, con l'ecceziome di Venezia, isola felice dell'arerà, e poche altre performance possitive. In Veneto ad accusare le maggiori flessioni è soprattutto il ricco patrimonio archeologicco. Nel primo semestre, il Museo archeologico di Quarto d'Aitino perde il 13,7 di visitatori e la suggestiva Basilica Paleocristiana di Concordia Sagittaria, nel Veneziano, patisce invece un calo del 18,27 per cento. Diminuisce (-12 circa) anche l'affluenza al Museo nazionale Atestino di Este, nel Padovano, depositario degli inestimabili tesori che ripercorrono la civiltà degli antichi Veneti, con oltre 7mila reperti risalenti al primo millennio a.C. Tra le performance positive, invece, quella del Museo nazionale di Adria (si veda l'articolo in pagina), dove la mostra "Balkani. Antiche civiltà fra Danubio e Adriatico" ha fatto lievitare affluenza e introiti. Villa Pisani di Stra (Venezia), accusa solo un lieve calo (-0,8): «In realtà i visitatori sono aumentati del 3 nel semestre successivo - osserva il direttore Giuseppe Rallo - soprattutto grazie alla mostra di Mimmo Paladino e alla vincita del concorso internazionale per il Parco più bello d'Italia di Briggs Stratton». «Purtroppo, mostre a parte - commenta Angela Ruta, da 16 anni direttrice del Museo nazionale Atestino - il trend generale è contrattivo. Da noi i visitatori scendono anche nel secondo semestre». Le cause? «I problemi maggiori sono lamancanza di risorse e di attività promozionali e di comunicazione, oltre a difficoltà logistiche. Prenda il nostro museo: i numeri, certo, non ci soddisfano, ma sono comunque il frutto di sforzi donchisciotteschi, considerando che i fondi statali non sono sufficienti neanche per la stampa dei biglietti». Venezia invece resta super-star: in sei mesi oltre 2oomila visitatori alle Gallerie dell'Aecade-mia(i8) epiù di privila al Museo archeologico, in calo però del 5 rispetto al 2007 (si veda l'intervista). Scendono anche l'appeal del Museo d'Arte orientale (-8,55) e soprattutto quello della Ca'd'Oro (-66), ma si tratta di dati parziali perché relativi a diversi circuiti museali, con biglietto cumulativo. Quanto all'aumento del 35 negli introiti lordi, saliti in Veneto a 2,2 milioni nei primi 8 mesi, il dato è spiegabile con l'organizzazione di mostre, eventi, iniziative a pagamento nelle strutture museali. Il fenomeno è particolarmente avvertibile in Friuli-Venezia Giulia, dove a un calo dei visitatori (-9,38) di musei, monumenti e aree archeologiche si contrappone un aumento degli introiti (11,53) tra gennaio e giugno 2008 rispetto allo stesso periodo 2007, con oltre 1,6 milioni di visitatori e più di 25omila euro in biglietti. Secondo Luigi Fozzati, sovrintendente ai Beni archeologici della Regione, è necessario dare risposte diverse a due domande distinte: quella del turista italiano e straniero e quella dei residenti. «Occorre che siti e musei siano considerati il salotto buono di casa - dice -e che vengano visitati almeno una volta l'anno. Per fare ciò, va abbattuto il costo dei biglietti per chi vive nella zona». Il maggior richiamo, nonostante un -10,47 negli ingressi, lo esercita ancora il Parco del castello di Miramare, visitato oltre 1,5 milioni di volte. Segue il Museo storico annesso al castello, a pagamento, in crescita sia per il numero di visite (130.000, 2,7) che per gli introiti (224.780 euro, 10,92). I siti di Aquileia (Udine), hanno rendimenti contrastanti: il Museo archeologico e la "Cripta" della basilica di S. Maria Assunta, sebbene a pagamento, registrano quasi25mila visitatori (5,47) e 18.546 euro di introiti (15,52); male il Museo paleocristiano, con ingressi in picchiata (-24,86). «E decentrato - spiega Fozzati - rispetto al sistema museale di Aquileia, che resta l'area di maggiore importanza archeologica del Friuli».