LA LUNGA scala antincendio, montata alcune settimane fa sul fianco del Vittoriano, sarà rimossa nei prossimi giorni. Senza che, fortunatamente, sia mai entrata in funzione. Dopo la denuncia di "Repubblica", le rampe in ferro saranno rimosse contestualmente ai ponteggi di restauro. L'ordine alla ditta è stato impartito ieri dal direttore regionale del Lazio, Luciano Marchetti, responsabile per il ministero dell'Altare della Patria, e da quello dei lavori, il soprintendente ai Beni architettonici Federica Galloni. La piattaforma in cemento, creata addosso al declivio dell'Ara Coeli per nascondere i condizionatori, sarà invece coperta da un cumulo di terra. A impattare con l'insula romana rimangono solo le due bancarelle di souvenir. «La scala è un'opera provvisionale», ha sottolineato il sottosegretario ai Beni e culturali, Francesco Giro. «Il problema è chiuso, o meglio: non si è mai aperto e si è risolto da sé. Per la messa a norma e l'utilizzo della sala Zanardelliha aggiunto verrà studiato un progetto ad hoc». Sul fronte "rimozione dell'ascensore", la Uil Beni culturali, attraverso Gianfranco Cerasoli, denuncia «il silenzio assordante» del ministro Bondi. E di Giro, «che non dice nulla su quelli che il neo autocandidato consulente alla valorizzazione, Vittorio Sgarbi, ha definito "i preservativi' dell'altare della Patria"».
ROMA - Vittoriano si smonta la scala
LA LUNGA scala antincendio, montata alcune settimane fa sul fianco del Vittoriano, sarà rimossa nei prossimi giorni. Senza che, fortunatamente, sia mai entrata in funzione. Dopo la denuncia di "Repubblica", le rampe in ferro saranno rimosse contestualmente ai ponteggi di restauro. L'ordine alla ditta è stato impartito ieri dal direttore regionale del Lazio, Luciano Marchetti, responsabile per il ministero dell'Altare della Patria, e da quello dei lavori, il soprintendente ai Beni architettonici Federica Galloni. La piattaforma in cemento, creata addosso al declivio dell'Ara Coeli per nascondere i condizionatori, sarà invece coperta da un cumulo di terra. A impattare con l'insula romana rimangono solo le due bancarelle di souvenir. La scala è un'opera provvisionale, ha sottolineato il sottosegretario ai Beni e culturali, Francesco Giro. Il problema è chiuso, o meglio: non si è mai aperto e si è risolto da sé. Per la messa a norma e l'utilizzo della sala Zanardelliha aggiunto verrà studiato un progetto ad hoc. Sul fronte "rimozione dell'ascensore", la Uil Beni culturali, attraverso Gianfranco Cerasoli, denuncia il silenzio assordante del ministro Bondi. E di Giro, che non dice nulla su quelli che il neo autocandidato consulente alla valorizzazione, Vittorio Sgarbi, ha definito "i preservativi' dell'altare della Patria".
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