A noi ci ha rovinato Dubai, o meglio il prestito a prezzi salati di opere d'arte del Grand Louvre al nuovo museo di Dubai. Ora tutti, a partire dal ministro Bondi, «sognano» di fare un sacco di soldi affittando all'estero dipinti, statue, pezzi archeologici. «Valorizzare», per loro, è spremere milioni di euro da un patrimonio considerato «il nostro petrolio a costo zero». Una vera scemenza: il petrolio si consuma, rende dollari a chi lo estrae; il patrimonio storico-artistico-paesaggistico bisogna conservarlo. Bondi però è irritato perché il «ritorno» dei nostri beni culturali è 7 volte meno di quello francese. Una balla. Confermata da Bondi stesso quando afferma che la Francia trae dal turismo culturale il 38 per cento delle entrate turistiche e noi il 32. E il 7 a 1 allora? Ma la Francia, da decenni, investe nella cultura 5 volte più dell'Italia, ultima nella Ue. E, coi tagli, noi rotoleremo sempre più giù. Il 4 scorso il Consiglio Superiore dei Bca ha approvato la famigerata Direzione Generale alla Valorizzazione. All'unanimità, ha affermato Bondi. No, con 3 voti contrari e un astenuto su 12. Il presidente Salvatore Settis sperava nell'en plein, ma quasi 13 non gli ha detto di sì. Anche perché il Supermanager alla Valorizzazione non si occuperà soltanto di musei, ma di tutto il patrimonio. Peggio di prima. Ieri all'Accademia di San Luca sono state presentate le 7000 firme, molte straniere, raccolte dall'appello dell'Associazione Bianchi Bandinelli. Lo storico dell'arte americano David Freedberg ha recato l'adesione incondizionata dei più grandi studiosi del mondo a questo «no» secco al Supermanager senza cultura specifica. «Il board del Metropolitan Museum - ha raccontato - ha scelto come direttore un giovane storico dell'arte che ha già stupito tutti con due mostre sugli arazzi del Rinascimento». Bondi invece ha scelto un esperto di hamburger e di casinò. La parola al Parlamento. E che gli intellettuali italiani non restino in silenzio.
Settemila firme per dire no al Supermanager esperto di casinò
Il ministro Bondi ha espresso il desiderio di valorizzare il patrimonio culturale italiano affittando opere d'arte e pezzi archeologici all'estero. Tuttavia, il ritorno dei beni culturali è 7 volte meno di quello francese, secondo Bondi. La Francia investe più nella cultura dell'Italia e il 38% delle entrate turistiche francesi proviene dal turismo culturale, mentre l'Italia ne ha il 32%. Il Consiglio Superiore dei Bca ha approvato la Direzione Generale alla Valorizzazione, ma con 3 voti contrari e un astenuto. Il Supermanager alla Valorizzazione non si occuperà solo di musei, ma di tutto il patrimonio culturale.
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